Libri ambientati al freddo per fuggire dall’afa

Guido Mariani
31/07/2022

L'esplorazione dell'Antartide, il mistero del passaggio a Nordovest, i gialli di Pamuk e Høeg, l'intramontabile Shining di Stephen King e i Sentieri sotto la neve di Rigoni Stern. Qualche consiglio di lettura per sopravvivere al caldo infernale.

Libri ambientati al freddo per fuggire dall’afa

Ricorderemo l’estate del 2022 per le giornate e le nottate roventi, anche se qualche ambientalista pessimista, ma purtroppo realista, ci dice che ormai questa è la nuova normalità e questa lunga stagione bollente è solo l’anticipo di quelle che verranno. La lettura non è certo efficace come l’aria condizionata, ma un buon libro magari può, sia che lo leggiamo su un lettino in spiaggia sia in una notte insonne, trasportarci in un luogo più fresco. Ecco allora alcuni titoli che in controtendenza rispetto al termometro possono regalarci non solo emozioni, ma anche qualche atmosfera gelida. Basta concentrarsi e le pagine scritte hanno talvolta la magia di immergerci in un altrove immaginario e sprigionare un soffio d’aria o un brivido che spezza la canicola.

Alla scoperta del Polo Sud sulle orme di Ernest Shackleton

Vale la pena iniziare con uno spunto d’attualità. In queste settimane anche l’Antartide, che si sta avvicinando al picco invernale, sta registrando la minima estensione di ghiaccio mai registrata. Non è una buona notizia, tuttavia a leggere il diario di viaggio della leggendaria avventura al Polo Sud dell’esploratore Ernest Shackleton viene voglia di tifare per il disgelo e invocare il caldo. Il resoconto (già pubblicato con l’opportuno titolo Ghiaccio e ora riedito nel 2021 da Mursia col titolo Sud. Storia dell’Endurance in Antartide. 1914-1917) rievoca l’incredibile spedizione dell’esploratore inglese, che, partito dall’Inghilterra con l’idea di raggiungere l’Antartide e attraversarlo, si trovò con la sua nave Endurance prigioniero del pack, isolato dal mondo, e costretto con il suo equipaggio a una strenua lotta per la sopravvivenza. Un racconto così follemente romanzesco da essere assolutamente reale.

Libri per godersi il freddo e fuggire dal caldo torrido
Una spedizione nell’Antartide (Ernest Shackleton/Getty Images).

Il mistero dell’Erebus e della Terror

Di un’altra avventura polare non possiamo che avere un resoconto fantastico. Nel 1845 due velieri britannici, l’Erebus e la Terror, salparono alla ricerca del fantomatico passaggio a Nordovest. Non fecero più ritorno. Furono inghiottiti dalla banchisa e i loro spettrali relitti vennero individuati solo pochi anni fa. Ma sulla vera ragione che portò alla scomparsa delle navi nulla sappiamo. Lo scrittore Dan Simmons nel suo The Terror (Mondadori, 2008, diventato poi anche una serie tivù) ha creato un’ipotesi inquietante e misteriosa, ricostruendo però con accuratezza molti aspetti storici della sfortunata avventura tra i ghiacci.

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Una scena di Shining.

Prenotare all’Overlook Hotel

Brividi di freddo e di terrore, come quelli che si vivono con il classico di Stephen King Shining (l’edizione più recente è quella di Bompiani del 2017) senza dubbio uno dei libri più belli nella bibliografia ormai ricchissima del re dell’horror. Molti hanno visto il film, che notoriamente a King non è mai piaciuto, ma vale la pena per chi non l’avesse mai fatto di leggere anche le pagine che ispirarono Stanley Kubrick e immergersi nel vasto, spettrale e deserto Overlook Hotel chiuso per l’inverno e inghiottito dalla neve. Ma anche il re ha un maestro: Howard Phillips Lovecraft, scrittore spesso imitato da King, che quanto a scenari raggelanti non è secondo a nessuno. Il suo Le montagne della follia (ripubblicato da il Saggiatore nel 2018 e disponibile anche in versione manga edita quest’anno da Omnibus) ci fa smarrire in un inquietante Antartide in cui si apre un abisso di terrore. Da ricordare anche il racconto Aria Fredda che vi farà spegnere il condizionatore. L’incipit è tutto un programma: «Volete sapere perché ho paura d’un soffio d’aria fredda? Perché, quando entro in una stanza gelida, provo un disagio profondo? Perché, se il fresco della sera s’insinua nel tepore d’un giorno autunnale, mi assale la nausea… il ribrezzo, addirittura? Tutto risale a un episodio avvenuto diversi anni fa».

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Le avventure di Salgari e London

Per stemperare il caldo dobbiamo imparare a viaggiare con la fantasia così come faceva il grande Emilio Salgari che dedicò  tra la fine dell’800 e l’inizio del nuovo secolo tutto un filone a fantastiche esplorazioni polari: Al Polo Nord, I pescatori di balene, Al Polo Australe in velocipede, La Stella Polare e il suo viaggio avventuroso, Una sfida al Polo, Nel paese dei ghiacci. Più realistici, ma comunque avventurosi, sono gli scritti di Jack London, le cui indimenticabili storie ambientate nelle terre gelide al tempo della corsa all’oro sono state raccolte nel libro Nelle terre del Grande Nord (Einaudi, 2008). Scenari assi simili per Mai gridare al lupo (Piano B, 2019) in cui Farley Mowat rievoca una solitaria e coraggiosa spedizione per studiare i lupi dell’Artico ed entrare in contatto con un mondo selvaggio e incontaminato.

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Jack London (1876 – 1916) (Getty Images).

I gialli di Pamuk e Høeg e i Sentieri di Rigoni Stern

Dai grandi autori del mistero e dell’avventura al premio Nobel turco Orhan Pamuk. Nel suo Neve (Einaudi, 2004) un giornalista viene incaricato di scrivere un reportage su una sconvolgente catena di suicidi in una fredda città di confine tra Turchia, Armenia e Georgia, avvolta da un’inesorabile tormenta. Nel fortunatissimo giallo Il senso di Smilla per la neve del danese Peter Høeg (ristampato da Mondadori l’anno scorso), una giovane di origine inuit, parte proprio dalla neve per ricostruire, passo dopo passo, la strana morte di un bambino anch’egli inuit. Un caso che le autorità hanno archiviato troppo frettolosamente come incidente. «Ho tante nevi nella memoria: nevi di slavine, nevi di alte quote, nevi di montagne albanesi, di steppe russe, di lande polacche», scrive Mario Rigoni Stern nella raccolta di racconti Sentieri sotto la neve, 16 frammenti narrativi (Einaudi, 1998) in cui la neve è il filo conduttore tra poesia, suggestioni e ricordi legati al suo passato, ma anche alla sua amatissima terra, l’Altopiano di Asiago. Questi stessi luoghi hanno ispirato Daniele Zovi per Autobiografia della neve (UTET, 2020). Esperto di foreste e di fauna selvatica, l’autore unisce racconti personali e leggende, studi e dati scientifici. L’idea della neve ci può rinfrescare d’estate, ma non solo fa riemergere memorie e suscita emozioni, conserva l’impronta biologica del nostro Pianeta e può prevederne il destino.

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Sentieri sotto la neve di Mario Rigoni Stern.

Ghiacci e venti selvaggi

È anche la tesi de Il grande libro del ghiaccio di Enrico Camanni (Laterza, 2020): le distese bianche e silenziose raccontano lo stato di salute dell’ambiente e sono state il palcoscenico di un’epica fatta di sfide millenarie e di tanti episodi cardine nella storia dell’uomo. Se i fiocchi di neve non sono tutti uguali così non lo sono i venti. Ce lo racconta lo scrittore e viaggiatore britannico Nick Hunt che nel suo Dove soffiano i venti selvaggi (Neri Pozza, 2018) intraprende un percorso sulle terre d’Europa, disegnando una carta geografica non fatta di confini e strade, ma di correnti chiamate Helm, Bora, Föhn e Mistral, il cui soffio disegna le nuvole e porta con sé storie, personaggi e antiche leggende. Il caldo soffocante ci ha fatto anche rimpiangere altre stagioni. Il libro dell’Inverno, edito dalla casa editrice specializzata in autori scandinavi Iperboerea, è una favola della finlandese Tove Jansson in cui tutto è avvolto in freddi scenari innevati che evocano, nelle parole della scrittrice, «minaccia e sortilegio». Ma che in queste settimane ardenti ci possono far tirare un sospiro di sollievo.

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