Leo Lamma morto in moto: nelle indagini ignorata la buca

Claudio Vittozzi
11/11/2022

I vigili «non hanno rilevato niente di interessante» nel tratto di strada di Corso Francia dove il giovane perse la vita

Leo Lamma morto in moto: nelle indagini ignorata la buca

Il caso di Leo Lamma, il giovane che ha perso la vita mentre era in moto a causa di un incidente, continua a far discutere. Infatti, il consulente della Procura ha affermato che mancano atti e foto perché i vigili «non hanno rilevato nulla di interessante» nel tratto di strada percorso da Leo il giorno che ha perso la vita.

Leo Lamma è morto in moto molto giovane, ma nelle indagini è stata ignorata la buca, un elemento fondamentale.
Ambulanza in azione (Getty Images)

La ricostruzione della Procura per la morte di Leo Lamma

Secondo la ricostruzione della Procura il giovane Leo Lamma ha perso il controllo della moto perché guidava con «una condotta imprudente ed imperita», avendo una velocità «di marcia di 27 chilometri orari» su una strada dove il limite è 50. La velocità è la causa principale, la metà di quella massima prevista, per cui il 19enne, è morto lo scorso 7 aprile in corso Francia, cadendo in prossimità di una buca. Il rapporto è stato scritto dal consulente della Procura, il geometra Antonio Moroni, perito in infortunistica stradale e vigile urbano. Il professionista scelto dalla Procura sembra consapevole quando rapporta che i 27 chilometri orari sono «certamente compatibili» con il limite previsto a corso Francia, ma questa velocità è stata «inadeguata alle reali condizioni del luogo e del traffico».

Tuttavia, da questo rapporto inizia a emergere uno degli elementi cardini dell’incidente, troppo trascurato in quest’analisi: la «buca», in verità un rattoppo comprendente piccoli dossi seguito alla chiusura di una voragine che si formata dopo la rottura di una tubatura dell’Acea, presente sulla strada. Moroni specifica che «la riparazione non può essere messa in correlazione con l’incidente». La contraddizione risulta perché l’ispettore ha evidenziato che la velocità è «inadeguata alle condizioni del luogo» menzionando poi la buca, senza però dare nessuna colpa a questo elemento. In aggiunta un testimone oculare della tragedia ha messo in risalto, che ha visto la moto di Lamma «sollevarsi in maniera impropria» e «il motociclista venire sbalzato», probabilmente sul rattoppo presente sulla strada.

Leo Lamma è morto in moto molto giovane, ma nelle indagini è stata ignorata la buca, un elemento fondamentale.
Incidente con la moto (Pixabay)

I tanti aspetti anomali di quest’analisi

Sono ancora tantissimi i dettagli anomali dell’analisi fatta per la morte di Leo Lamma. Il geometra Moroni ha aggiunto alla consulenza la foto numero 36 dei vigili, fotografata poco dopo l’accaduto, dove viene mostrata la traccia della prima frenata di Lamma nelle prossimità del civico 147 di corso Francia, distante ben 35 metri dalla buca. Questa è un’altra contraddizione perché Leo Lamma ha perso il controllo del veicolo alla velocità di 27 chilometri orari, ha provato a frenare, è caduto ed è scivolato per 35 metri, appunta il consulente ma una caduta a una velocità del genere è impossibile.

Inoltre, l’ispettore ha scritto che il 19enne ha incontrato un muro di macchine e ha frenato all’improvviso, mentre i filmati della strada mostrano che il traffico è scorrevole. Insomma, la verità sul caso Leo Lamma è ancora un mistero e chissà se verrà mai fatta chiarezza sulla morte del giovane.