Per tanti leghisti “di potere” si è posto un problema: andare a Roma lunedì, dove in programma c’è l’insediamento del nuovo presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti (che prende il posto dello scomparso Franco Frattini), e pure la mega convention di Poste Italiane alla Nuvola dell’Eur per il progetto “Polis – Casa dei servizi digitali”, per non parlare della riunione Asstra dedicata alle imprese di trasporto pubblico locale, in scena al Maxxi, oppure rimanere in Lombardia per dare l’ultimo saluto a Carlo Tavecchio, già numero uno del calcio italiano, legatissimo al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti? Ha vinto l’addio a Carletto: tutti nella chiesa parrocchiale di Ponte Lambro, in provincia di Como, lunedì pomeriggio. E per agevolare la partecipazione del mondo del pallone, nella giornata del funerale gli uffici del Comitato Regionale Lombardia e di tutte le Delegazioni rimangono chiusi per lutto.
De Sarno, il Sabato di Gucci
Quando si può annunciare una nomina importante, quando uno si chiama Sabato De Sarno? Naturalmente, di sabato. E i capi di Gucci hanno deciso così, tanto che in quella giornata è stato comunicato l’arrivo di Sabato De Sarno come direttore creativo.
Rai3 per Edda Ciano
C’era una volta Rai3, quella “dura e pura”. Ora arriva un singolare documentario, che viene presentato in questo modo: «Una donna, un uomo, la storia di una coppia tra amore, complicità, equivoci, tradimenti, addii. Una storia appassionata, unica e insieme comune, se non fosse per i nomi che portano: Mussolini lei, Ciano lui. Lei la figlia più amata del Capo del regime, lui lo sposo, il brillante diplomatico, l’uomo della comunicazione e dei rapporti col mondo. Una coppia seguita, discussa, invidiata. Due rampolli sotto i riflettori del Novecento, destinati a diventare protagonisti schiacciati da un potere molto più grande di quello che pensavano di avere. Sono i protagonisti di Quei due – Edda e Galeazzo Ciano, il nuovo film di Wilma Labate, prodotto da Luce Cinecittà con la collaborazione di Rai Documentari, ideato da Beppe Attene che lo sceneggia con la regista, in onda in prima serata su Rai3 venerdì 3 febbraio, dopo il successo della presentazione al Tertio Millennio Film Festival, dove si è aggiudicato sia la Menzione speciale del Concorso che il premio del Sindacato Critici Cinematografici per il Miglior film». Poteva bastare? Ovviamente no. Ecco così «un racconto che rende emotiva una storia italiana e ci avvicina ai suoi contraddittori personaggi. Giocando con la scenografia e i costumi contaminati dall’attualità, Edda e Galeazzo si raccontano senza pudore grazio all’uso delle parole originali contenute nei diari privati e nei discorsi pubblici di Galeazzo Ciano e nelle autobiografie di Edda Mussolini. Un lavoro di tessitura che dà al vivo le espressioni dei protagonisti, in un dialogo serrato e coinvolgente». Le parole di Galeazzo Ciano sono tratte dal volume Diari 1937-1943, e dai libri di Giordano Bruno Guerri Galeazzo Ciano, Una vita, Galeazzo Ciano e Un amore fascista. Benito, Edda e Galeazzo, e da Ciano. L’ombra di Mussolini di Ray Moseley, oltre che da interventi parlamentari. Le parole di Edda provengono dai libri La mia vita di Edda Ciano e Domenico Oliveri, e La mia testimonianza.

Mussolini nel museo Andersen
Curiosità: a Roma il Museo Hendrik Andersen ha concesso i propri spazi per le riprese di alcune scene della fiction a puntate La lunga notte. La serie tratta la destituzione di Mussolini nel 25 luglio del ‘43 e la casa museo figura come parte della dimora dei Savoia con un pezzo con Maria José e il principe Umberto. Per la regia di Giacomo Campiotti, prodotto da Eliseo srl per Rai1 con Alessio Boni. Le sale del pian terreno che ospitano la collezione permanente con le sculture monumentali in gesso e bronzo è stata il setting delle riprese del film ambientato proprio negli anni in cui Hendrik Andersen viveva nella casa – atelier di via Pasquale Stanislao Mancini.