Lega, chi appoggia Fedriga nella corsa alla leadership contro Salvini

Paola Alagia
28/09/2022

Cresce nella Lega il malcontento nei confronti di Salvini. Anche nella sua Lombardia, dove si raccolgono firme per un congresso straordinario. Maroni torna in campo e lancia il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Scelta che sarebbe condivisa anche da Giorgetti. Il Capitano vede nero.

Lega, chi appoggia Fedriga nella corsa alla leadership contro Salvini

Quattro ore di consiglio federale ieri non sono servite a riportare il sereno in via Bellerio. La Lega ribolle. Non c’è garanzia sui congressi da celebrare che tenga. Né tantomeno l’impegno di Matteo Salvini a portare il tema dell’autonomia nel primo Consiglio dei ministri. L’esito del voto brucia troppo. Il malumore corre nelle chat, insieme alla voglia di una resa dei conti. Anche dalle parti degli ex ‘barbari sognanti’ di maroniana memoria c’è fermento.

Da Castelli a Maroni fino a Grimoldi, la fronda anti-Salvini in Lombardia

In Lombardia, in poche ore sono state raccolte 1500 firme per chiedere un congresso straordinario, con l’ex segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi in pressing perché venga convocato subito e non a gennaio. Ma soprattutto la voglia di defenestrare il segretario ormai non è più un tabù. Big di vecchia data cominciano a parlare apertis verbis. Prova ne sono le dichiarazioni dell’ex ministro Roberto Castelli che ha definito Salvini «un leader usa e getta» in un’intervista a La Stampa. E che dire di quelle ancora più dirompenti dello stesso Roberto Maroni? L’ex ministro degli Interni dalle colonne de Il Foglio, è arrivato a invocare un congresso straordinario, con tanto di messaggio ai naviganti: «Io saprei chi eleggere come nuovo segretario».

Lega, chi appoggia Fedriga nella corsa alla leadership contro Salvini
Massimiliano Fedriga (da Fb).

Fedriga appoggiato non solo da Bobo ma anche da Giorgetti

Una frase sibillina, ma neanche tanto. Il nome, infatti, nel giro dei maroniani di ferro, circola eccome. Ed è proprio un leghista vicino all’ex segretario del Carroccio a confermarlo a Tag43: «Bobo pensa a Massimiliano Fedriga. Ma attenzione: è la persona a cui pensano gli altri governatori e lo stesso Giorgetti». A patto però che la successione avvenga in maniera lineare: «Bisogna seguire il percorso dei congressi. Ma non della ‘Lega Salvini premier’, bensì della Lega Nord. Solo in quel caso lo stesso Fedriga potrebbe accettare». Riemerge come un fiume carsico, insomma, la volontà mai sopita, almeno tra militanti e esponenti storici del Carroccio, di scongelare la vecchia Lega, relegata a bad company con tutti i debiti del partito. Certo, i tempi giocano a favore dell’attuale segretario. Non foss’altro perché pure sul fronte della ‘Lega Salvini premier’ la stagione congressuale si prospetta molto lunga. Ma non è la tempistica che spaventa o scoraggia chi da tempo lavora sottotraccia a un ‘risorgimento’ del partito: «Un percorso di rinnovamento deve partire dalla base e questo non si fa da un giorno all’altro. E, poi, con le elezioni appena archiviate, non sarebbe rispettoso del voto dei nostri elettori».

Lega, chi appoggia Fedriga nella corsa alla leadership contro Salvini
Matteo Salvini a Pontida (da Fb).

Il ritorno al territorio e allo spirito delle origini

Intanto, il tam-tam sul nome del governatore del Friuli Venezia Giulia è sempre più inarrestabile. La ‘mozione Maroni’ su Fedriga «avrebbe l’appoggio di migliaia di leghisti», conferma a Tag43 un esponente del Carroccio vicino al dossier. «Abbiamo il sostegno di tutto il Nord, fino alla Toscana. Ma solo per una Lega che torni a essere il sindacato del territorio. Salvini ha fallito, è ora che si torni a quello che eravamo nel ’91, alla prima esperienza post ideologica della politica. È l’unica condizione che pongono anche tutti gli ex». Rimane da capire che cosa ne pensi il Senatùr (che alla fine è entrato in Senato). «Posso dire solo che Bossi vuole bene a Fedriga e Fedriga vuole bene a Bossi come a un padre». Insomma, quasi un plebiscito per l’attuale presidente della Conferenza Stato-Regioni. «È la persona che potrebbe mettere d’accordo tutti», dicono dall’inner circle maroniano. «Ha dalla sua una forte esperienza amministrativa, ha sempre mantenuto una linea coerente, ha dimostrato serietà nel ruolo istituzionale, non si è inimicato nessuno, ha mantenuto buoni rapporti con i vecchi leghisti e soprattutto non è mai entrato nel cerchio magico salviniano. Lo stesso Salvini, se solo dimostrasse un po’ di astuzia, potrebbe rivendicare di essere stato lui a volerlo come capogruppo alla Camera al posto di Giorgetti nel 2014 e poi alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia». Ma non finisce qui, perché c’è un altro elemento che, a detta dei suoi sponsor, gioca a favore del governatore e cioè l’età: «Oltre a essere stimato da tutti, è il più giovane. Ed è di energie fresche che abbiamo bisogno se vogliamo rilanciare il nostro movimento».

La battaglia per Regione Lombardia: maroniani per Moratti

Al Nord, però, non c’è solo il dossier leadership ad essere attenzionato. I ‘ribelli’ guardano anche alle prossime scadenze elettorali e in particolare alle elezioni per la Regione Lombardia. Pure su questo i maroniani hanno le idee chiare: «Letizia Moratti va appoggiata e non contrastata. A maggior ragione visto che i sondaggi dicono chiaramente che vincerebbe senza l’apporto della Lega. La soluzione per noi è un ticket Moratti-Fontana. Sarebbe una scelta di continuità e coerenza con l’attuale Giunta. E permetterebbe di non rompere gli equilibri nazionali, viste le preferenze di Giorgia Meloni». Con buona pace, anche qui, dei desiderata salviniani…e delle possibili mire di Moratti nel futuro governo.