Da Comi a Mussolini, il domino di chi finirà nell’Europarlamento

Stefano Iannaccone
23/08/2022

Toh, chi si rivede: visti i posti lasciati liberi a Strasburgo da quelli che si sono candidati alle Politiche del 25 settembre (Berlusconi, Tajani, Calenda...), si riaprono porte per i non eletti del 2019. Lara Comi, Alessandra Mussolini, il dem Variati, Nesci, Danzì: i nomi che rientrano in gioco fino al 2024.

Da Comi a Mussolini, il domino di chi finirà nell’Europarlamento

C’è chi parte, come Carlo Calenda e Silvio Berlusconi, lasciando il taxi dell’Europarlamento, e chi prepara la valigia per arrivare al cuore delle istituzioni europee, prendendo il posto degli (eventuali) eletti nel parlamento italiano. Alla chiusura delle liste il quadro è chiaro: oltre il 13 per cento degli eurodeputati dopo tre anni si sono stufati dell’Ue. E cercano di ritrovare uno scranno tra Camera e Senato, anche perché la prospettiva è più lunga: sono altri cinque anni nelle istituzioni. Mentre ai subentranti resta circa un biennio di consolazione. Il caso principale è quello di Berlusconi, che è stato eletto nel 2019 alle Europee con il ritorno sulla scena dopo aver scontato la condanna che lo aveva spedito fuori dalle istituzioni. Ora tornerà a Palazzo Madama, vista la decisione di candidarsi come capolista. La notizia riguarda sicuramente Lara Comi, che risulta la prima dei non eletti nella circoscrizione Nord occidentale dove Berlusconi ha fatto scattare l’euro seggio, dopo essersi candidato in più circoscrizioni. Comi, nel 2019, disse che aveva chiesto al leader di Forza Italia di optare per quella scelta: preferiva difendersi dalle indagini che la riguardavano. Qualche mese dopo fu anche arrestata e poi scarcerata. Nel 2021 l’inchiesta per finanziamento illecito è stata archiviata.

Da Comi a Mussolini, il domino di chi finirà nell'Europarlamento
Silvio Berlusconi e Lara Comi.

Alessandra Mussolini rimase fuori per circa 5 mila voti

Ora Comi può riprendere il filo con l’Europarlamento, interrotto nel 2019 dopo due legislature. Nell’eventualità improbabile di ulteriore rinuncia, il biglietto per Strasburgo finirebbe nelle mani di Mauro Parolini, ex assessore della Regione Lombardia. Un altro volto noto degli azzurri si prepara che si prepara a salutare l’Europa è Antonio Tajani. Dopo essersi costruito un’immagine tra prima con ruolo di vicepresidente e poi con quello presidente del Parlamento europeo, torna in Italia con una candidatura blindata in lista. Al suo posto spicca il volo per l’Europa Alessandra Mussolini, che per circa 5 mila voti non riuscì a far scattare la rielezione.

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Alessandra Mussolini. (Getty)

Tra i dem, trasloco in Europa per Variati e Nardini

Calenda, invece, punta a essere eletto per la prima volta al Senato. Le percentuali di riuscita, stando ai sondaggi, sono buone, visto che sarebbe tra i primi a scattare. Spettatore interessato del suo destino è l’ex sindaco di Vicenza, il dem Achille Variati, a cui era stata proposta dal Pd la presenza in lista alle elezioni del 25 settembre. Così ha rinunciato, ammettendo che potrebbe subentrare a Calenda: «È un fatto di coerenza, di serietà e di rispetto verso i miei elettori», ha detto motivando la decisione. Tre anni fa rimase fuori per circa 1.500 voti in meno rispetto alla competitor interna, Alessandra Moretti. Sempre nel centrosinistra, Simona Bonafè è capolista del Pd a Montecitorio in Toscana. La sua elezione darà il via libera al trasloco in Europa di Alessandra Nardini, assessora regionale al Lavoro in Toscana, che all’epoca fu la quarta dei non eletti. Ma dopo la decisione di Pietro Bartolo di far optare per il seggio nell’Italia insulare, la rinuncia di Roberto Gualtieri, nel frattempo diventato sindaco di Roma, e poi la morte di David Sassoli, l’esponente del Pd toscano può raccogliere l’eredità della sua corregionale. Per l’Italia insulare, invece, il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, attende di capire cosa farà la candidata del Pd alla presidenza della Regione Sicilia, Caterina Chinnici.

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Achille Variati.

Fratelli d’Italia, Nesci destinato a subentrare a Fitto

All’interno di Fratelli d’Italia, Raffaele Fitto da vicepresidente del gruppo Ecr, quello dei conservatori europei, vuole rientrare in Italia. Denis Nesci, commissario del partito a Reggio Calabria e già protagonista di battaglie a favore dei consumatori, è destinato al subentro, essendo stato il terzo della propria lista nella circoscrizione meridionale, dietro Giorgia Meloni, che però ha preferito non lasciare il seggio italiano, di Fitto. Nel flipper tra Italia ed Europa, anche il Movimento 5 stelle può recuperare un seggio a Strasburgo. Eleonora Evi, oggi co-portavoce di Europa Verde e candidata nella lista dell’alleanza tra Verdi e Sinistra italiana, fu la prima eletta con il M5s nella circoscrizione Italia Nord occidentale. Nell’ipotesi – non remota – di elezione, a rilevarla sarà Maria Angela Danzì, esperta di lavori pubblici che l’allora leader Luigi Di Maio volle come capolista. E che non riuscì a far scattare l’elezione per poco più di 500 voti, grazie alla buona performance di Tiziana Beghin.

Nella Lega si scalda Ghidoni, occhio alla forzista De Blasis

Grande movimento anche nella Lega, che nelle liste per il 25 settembre ha inserito in Veneto Mara Bizzotto: si prepara alla sostituzione la commercialista Paola Ghidoni, che nel frattempo ha mancato l’elezione sia alle Regionali che alle comunali di Padova. L’eurodeputata eletta nell’Italia insulare Annalisa Tardino è invece schierata ad Agrigento. Questo favorisce l’approdo in Europa di Igor Gelardo, che intanto ha scelto di sostenere il sindaco di Messina, Cateno De Luca, alle prossime regionali. Tra tutti, Andrea Caroppo, alle Europee del 2019 con la Lega e ora in Forza Italia, è il profilo più in bilico, con un posto in lista in Puglia non blindatissimo. Nel caso in cui dovesse farcela, il biglietto europeo finirebbe nelle mani di Elisabetta De Blasis, consigliera comunale a L’Aquila che ha cambiato già vari partiti, da Fdi a Forza Italia, con cui attualmente milita. Una roulette vincente.