James Cook, ritrovata al largo degli Stati Uniti una nave del capitano

Redazione
03/02/2022

Il relitto scoperto dai ricercatori australiani in Rhode Island, sarebbe affondato durante la guerra d'indipendenza americana. Ma gli studiosi locali frenano: «Non ne siamo ancora certi».

James Cook, ritrovata al largo degli Stati Uniti una nave del capitano

Sarebbe il relitto di una delle navi del capitano James Cook. Almeno a sentire i ricercatori australiani che l’hanno ritrovata. Nello specifico si tratterebbe della Endeavour, affondata al largo delle coste del Rhode Island oltre duecento anni fa. «Siamo convinti. Ed è un momento storico importante», hanno affermato entusiasti i ricercatori. Ma non sono dello stesso avviso i colleghi statunitensi, per i quali l’annuncio in pompa magna sarebbe prematuro.

La storia dell’Endeavour, la nave ritrovata di James Cook

Il grande esploratore britannico si sarebbe spinto fino alla Nuova Zelanda a bordo dell’imbarcazione tra il 1768 e il 1771. La nave poi sarebbe affondata anni più tardi, davanti alle coste di Newport, durante la guerra di indipendenza americana. Queste le parole dell’annuncio riportato dal Guardian: «Dal 1999 indaghiamo sui relitti del 18 esimo secolo, ritrovati all’interno di due miglia quadrate (circa 3,7 chilometri), area in cui crediamo che l’Endeavour sia affondata, ha spiegato Kevin Sumption, direttore dell’Australian National Maritime Museum». Aggiungendo: «Sulla base dei documenti d’archivio e delle testimonianze archeologiche sono convinto che sia l’Endeavour. E sono soddisfatto che questo sia l’ultimo luogo di riposo di una delle navi più importanti della storia marittima australiana. Gli ultimi pezzi del puzzle dovevano essere confermati prima che mi sentissi in grado di fare questo annuncio». E ancora: «È un momento storico importante, perché il ruolo della nave nell’esplorazione, nell’astronomia e nella scienza riguarda una fetta ampia di mondo, Regno Unito e Stati Uniti inclusi».

Lo scetticismo dei ricercatori statunitensi sul ritrovamento della nave

Dall’altra parte, come accennato, chi la pensa diversamente. È il caso di Dk Abbass, direttrice Rhode Island Marine Archeology Project: «Il comunicato è prematuro e costituisce una violazione del contratto. I risultati saranno basati su un adeguato processo scientifico e non sulle emozioni o le ragione politiche australiane». Immediata la replica dell’Australian National Maritime Museum ha commentato che la Abbass ha «il diritto di avere la propria opinione sulla grande quantità di prove accumulate. Inoltre, il museo ritiene che l’annuncio non violi alcun contratto».