James Bond, arriva il bollino per contenuti sessisti e razzisti

Fabrizio Grasso
05/01/2024

Il British Film Institute ha segnalato la presenza di scene offensive in due capitoli con Sean Connery. Si tratta di Missione Goldfinger e Si vive solo due volte. Non è la prima volta che la spia di Ian Fleming finisce al centro della polemica per linguaggio e atteggiamenti.

James Bond, arriva il bollino per contenuti sessisti e razzisti

Nuova polemica attorno al personaggio di James Bond. Il British Film Institute, nel presentare una rassegna dedicata al compositore della saga John Barry, ha segnalato la presenza di contenuti sessisti e razzisti in due capitoli di 007. «Presentano linguaggio e immagini che riflettono le opinioni prevalenti dell’epoca, ma che oggi (come allora) possono offendere», si legge nella motivazione riportata anche dal Guardian. Mentre i tabloid londinesi, tra cui il Daily Mail, parlano di «un’assurda iniziativa», l’istituzione britannica si difende giustificando la decisione con «la responsabilità di presentare i film nel modo corretto al pubblico». Non è la prima volta che la spia nata dalla penna di Ian Fleming finisce sotto accusa per alcuni atteggiamenti o per il suo linguaggio. Nell’aprile 2023 la società che detiene i diritti dei romanzi originali aveva commissionato una riscrittura delle opere per eliminare termini inappropriati ed espressioni razziste.

Contenuti razzisti e sessisti in due capitoli di James Bond con Sean Connery. Il British Film Institute mette un bollino ai film di 007.
Sean Connery e Honor Blackman sul set di Golfinger (Getty Images).

James Bond, segnalati contenuti sessisti in due film con Sean Connery

«In quanto ente culturale, affrontiamo continuamente le sfide portate dalla storia dei programmi e dei film che presentiamo al pubblico», ha spiegato un portavoce del British Film Institute. «Rivediamo sempre i nostri processi, ascoltando i feedback dei clienti e fornendo le indicazioni adeguate per la visione». Il bollino per i contenuti sessisti e razzisti accompagnerà nel Regno Unito due film della saga, Missione Goldfinger del 1964 e Si vive solo due volte uscito tre anni dopo. Entrambi con protagonista Sean Connery, primo e storico volto di 007, rappresentano rispettivamente il terzo e quinto capitolo sulla spia di Ian Fleming. Per quanto riguarda il primo, in una scena è possibile vedere Bond imporsi fisicamente in un fienile su Pussy Galore, interpretata da Honor Blackman, nel tentativo di sedurla.

In Goldfinger non è piaciuta nemmeno la caratterizzazione del nemico Oddjob che si presenta affetto da palatoschisi, una malformazione congenita del palato molle. La decisione perpetuerebbe infatti il concetto di associare la disabilità alla malvagità. Il British Film Instiute ha deciso di inserire un bollino speciale per contenuti inappropriati anche in Si vive solo due volte, film che segnò l’addio al personaggio da parte di Sean Connery. L’istituzione britannica ha motivato la sua decisione sottolineando la presenza di «stereotipi razziali obsoleti». Sotto accusa infatti la scena in cui James Bond si traveste da giapponese prima di affrontare il suo nemico, il Blofeld impersonato da Donald Pleasance.

Da Roald Dahl ad Agatha Christie, le altre polemiche per le revisioni

Ian Fleming non è l’unico scrittore del Novecento a finire nel mirino di una riscrittura o una revisione delle sue opere più note. Una situazione simile aveva colpito anche la maestra del giallo Agatha Christie, per cui Harper Collins commissionò a marzo 2023 un lavoro che eliminasse termini che nel XXI secolo sono ritenuti inappropriati e offensivi. Cancellate parole come «ebreo» o «zingaro», ma anche «orientale», all’epoca utilizzate per definire persone di etnia differente a quella del pubblico di massa. La decisione aveva aizzato i fan della scrittrice, che su X parlarono di «omicidio alle sue opere» e invocarono un’immediata marcia indietro da parte dell’editore. Un mese prima era toccato invece ai racconti per ragazzi di Roald Dahl, autore di Matilda e Le streghe. La Puffin Books che detiene i diritti optò per una revisione del testo al fine di «consentire a tutti, anche oggi, di apprezzare le storie».