Jacinda Ardern, il primo ministro neozelandese interrotto in diretta dalla figlia

Redazione
10/11/2021

Durante un live stream su Facebook in cui diramava i nuovi provvedimenti anti Covid, la donna è stata richiamata dalla piccola: «È ora di andare a letto». Vani i tentativi di farla desistere. Le altre simpatiche irruzioni.

Jacinda Ardern, il primo ministro neozelandese interrotto in diretta dalla figlia

La voce che non ti aspetti. Specie se è passato da un pezzo l’orario in cui i bimbi dovrebbero andare a letto. Eppure durante la diretta Facebook per comunicare al Paese le nuove restrizioni, è stata la piccola figlia di tre anni a richiamare Jacinda Ardern, primo ministro neozelandese. Più o meno a metà discorso, mentre la donna spiegava i nuovi protocolli per le aziende, Ardern ha iniziato a distrarsi. La sua attenzione è stata catturata da qualcuno che fuori dall’inquadratura pretendeva le attenzioni della mamma e la invitava dato l’orario a raggiungerla. «Dovresti andare a letto, è ora di andare a dormire. Verrò a trovarti tra un secondo», ha detto la donna. Sistemato l’imprevisto Ardern si è ripresentata in fretta e furia davanti allo schermo, ma le comunicazioni sono durate giusto il tempo delle scuse. La piccola infatti è immediatamente tornata all’attacco, costringendo la madre a chiudere definitivamente la conversazione.

Videochiamate interrotte durante la pandemia, gli altri episodi 

Una situazione probabilmente comune a molti genitori, costretti dalla pandemia a quarantene, isolamenti e smart working. E dall’elenco, naturalmente, non sono esclusi i personaggi pubblici. Così da marzo 2020 sono state numerose le call interrotte a causa delle incombenze domestiche. Tra queste, il papà che in diretta alla Bbc ha visto il suo discorso spezzato da una sfilata di bambini. A inizio 2021, poi, sempre in Nuova Zelanda, riporta Il Guardian, il ministro allo sviluppo sociale Carmel Sepuloni, ha dovuto subire l’irruzione del figlio che teneva in mano una carota. A rendere il tutto più imbarazzante e scatenare l’ilarità degli interlocutori, nell’occasione fu la anche strana forma dell’ortaggio.