Istat, nel 2021 stipendi aumentati dello 0,6 per cento

Redazione
31/01/2022

Incrementi maggiori per i dipendenti di farmacie private, telecomunicazioni, credito e assicurazioni. Ma a causa dei rincari cala il potere d’acquisto.

Istat, nel 2021 stipendi aumentati dello 0,6 per cento

Come reso noto dall’Istat, nel 2021 l’indice delle retribuzioni orarie è cresciuto dello 0,6 per cento rispetto all’anno precedente. Ma, a causa della salita dell’inflazione nel corso dell’anno appena chiuso (in media +1,9 per cento), è calato il potere d’acquisto.

Aumento stipendi, per quali lavoratori gli incrementi maggiori

L’indice mensile delle retribuzioni contrattuali a dicembre 2021 ha registrato un aumento dello 0,1 per cento rispetto a novembre e dello 0,7 per cento rispetto a dicembre 2020. L’aumento tendenziale degli stipendi ha raggiunto l’1,2 per cento per i dipendenti dell’industria, lo 0,8 per cento per quelli dei servizi privati. È invece stato nullo per i lavoratori della pubblica amministrazione. Nel dettaglio, gli aumenti tendenziali più elevati riguardano il settore delle farmacie private (+3,9 per cento), delle telecomunicazioni (+2,5 per cento) e del credito e assicurazioni (+2,0 per cento).

Istat, nel 2021 stipendi aumentati dello 0,6 per cento. Ma a causa dei rincari è calato il potere d’acquisto.
Istat, nel 2021 gli stipendi degli italiani sono aumentati dello 0,6 per cento (INA FASSBENDER/AFP via Getty Images)

Le retribuzioni sono cresciute solo dello 0,6 per cento, rileva l’istituto, per il mancato rinnovo di alcuni contratti: nello specifico, sono ancora 32 e coinvolgono circa 6,4 milioni di dipendenti (il 52,1 per cento del totale). Nel corso del 2021, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è passato dai 20,9 mesi di gennaio ai 31,3 mesi di dicembre. Nel corso del quarto trimestre dell’anno sono stati recepiti 3 accordi (carta e cartotecnica, farmacie private e trasporto aereo-vettori) e nessun contratto è scaduto.

Aumento stipendi, diminuisce però il potere d’acquisto

Nello specifico del quarto trimestre 2021, la crescita retributiva tendenziale ha superato di poco l’1,0 per cento nei settori agricolo e industriale, si è fermata appena sopra lo 0,6 per cento in quello dei servizi privati ed è stata nulla nel pubblico impiego. «Alla luce della dinamica dei prezzi al consumo, in forte accelerazione nella seconda metà dell’anno e pari a circa tre volte quella retributiva, si registra anche una riduzione del potere d’acquisto», sottolinea l’Istat. Nel 2021 è stata registrata infatti una salita dell’inflazione (in media +1,9 per cento).