Dino in cantina

Redazione
11/11/2021

Gli archeologi britannici hanno scoperto la nuova specie studiando delle ossa custodite nei sotterranei di un museo dagli Anni 70. L’esemplare, lungo otto metri, pesava una tonnellata ed era erbivoro.

Dino in cantina

Gli archeologi inglesi hanno individuato una nuova specie di dinosauro. Si tratta di un erbivoro vissuto durante l’età del Cretaceo, circa 125 milioni di anni fa. Il Brighstoneus simmondsi, esemplare di 8 metri e pesante una tonnellata, prende il suo nome dalla cittadina di Brighstone, vicina al luogo in cui sono stati rinvenuti i fossili da Keith Simmonds nel 1978. Conservati a lungo negli scantinati del Dinosaur Isle Museum di Sandown, sull’isola di Wright, adesso la loro origine è stata ricostruita dagli scienziati.

Fondamentali per la scoperta il naso e i denti

«In questi giorni è più comune scoprire nuove specie nei musei piuttosto che sul campo», ha detto alla Cnn Jeremy Lockwood, ricercatore presso il Museo di storia naturale di Londra e l’Università di Portsmouth. Sua la ricerca pubblicata sul Journal of Systematic Paleontology. La scoperta è del tutto accidentale, dato che l’uomo si stava concentrando sulla diversità tra l’Iguanodon e il Mantellisaurus atherfieldensis, grandi dinosauri iguanodonti erbivori fra i più comuni dell’isola.

Durante la sua analisi, Lockwood ha notato fra i fossili la presenza di un naso arrotondato, non dritto e piatto come si aspettava di trovare. Inoltre anche i denti si presentavano differenti, in numero maggiore e con una conformazione adatta alla masticazione anche dei vegetali più duri. Nel Cretaceo, erbe e piante da fiore non erano sempre disponibili, ragion per cui il dinosauro avrebbe dovuto nutrirsi anche aghi di pino e felci. Tutti questi elementi hanno portato Lockwood a dichiarare con fermezza di essersi imbattuto in una nuova specie, finora mai identificata.

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Ulteriori analisi aiuteranno a comprendere meglio il dinosauro

«Alcune caratteristiche del Brighstoneus, come la sua mascella, sono uniche», ha detto Matthew McCurry, curatore di paleontologia presso l’Australian Museum di Sydney. «La sua bocca poteva contenere fino a 28 denti, più di qualsiasi altra specie correlata». Ciò ha indotto gli archeologi a ritenere che il Brighstoneus non sia collegato a nessun altro iguanodonte della zona. Ulteriori studi aiuteranno a capirne meglio le abitudini e la dieta, oltre a fornire indicazioni maggiori per comprendere il nostro pianeta nelle epoche più remote.