Un’influencer pixel e sapone

Redazione
20/08/2021

È spontanea. Imperfetta. Non bada alla linea. E soprattutto non esiste. Con i suoi quasi 300 mila follower Angie sfida i canoni di bellezza cinesi. Facendo l'occhiolino al marketing.

Un’influencer pixel e sapone

Non ha la pelle di porcellana come le ragazze che riempiono i feed dei social cinesi. Non indossa vestiti di marca, spesso ha i capelli arruffati, non sfila per gli stilisti più in voga né promuove scarpe, borse e costosissimi cellulari. E, soprattutto, non è una persona in carne e ossa. Angie, l’ultima arrivata della schiera di influencer virtuali made in China, è un personaggio fatto di pixel sbarcato più di un anno fa su Douyin, un social simile a TikTok. Il suo obiettivo? Mettere in discussione i canoni di bellezza poco realistici di un Paese dove, nell’ultimo anno, è stato registrato un impressionante boom di interventi di chirurgia estetica. 

Angie, l’influencer della porta accanto

La sua normalità e il suo atteggiamento spontaneo (per quanto lo possa essere una creatura virtuale) hanno conquistato il cuore di oltre 280 mila follower. Che, più che fare riferimento a personaggi artefatti e vite costruite ad hoc per essere ‘esposte’ sul web, si riconoscono in una donna comune, che non nasconde i brufoli, che ai drink all’aloe preferisce la Coca Cola e che ride senza vergognarsi di una dentatura irregolare. Un’alternativa fresca alla collega digitale Ling, nata a maggio del 2020 e simbolo di perfezione estetica. Angie è stata creata da Jesse Zhang, direttore di una casa di produzione di animazioni in computer grafica, che ha pensato potesse essere divertente (e a suo modo rivoluzionario) dar vita a una creatura imperfetta, che potesse alimentare l’autostima del prossimo. Nata nel giro di tre mesi, Angie è sbarcata sui social a ottobre del 2020 e, 60 giorni dopo aveva già conquistato 100 mila fan. «Non pensavo venisse accolta in maniera così calorosa», ha spiegato Zhang alla Cnn. «Ho cercato di attribuirle caratteristiche e atteggiamenti realistici e, contemporaneamente, qualche dettaglio che la rendesse fiabesca. Tipo gli occhi, rotondi come quelli dei personaggi dei cartoni animati, o le orecchie, simili a quelle delle fate». Per quanto sappiano bene che non è una persona reale, i fan si trovano a raccontarle la loro giornata nelle chat di Douyin. Quasi come se fosse un’amica. «Alcuni la invitano a parlare di cose serie o le chiedono consigli in merito a decisioni importanti», ha aggiunto Zhang che, nel tempo libero prova a rispondere a qualche messaggio.

l'influencer imperfetta e virtuale che conquista la cina
Un’immagine di Angie.

I testimonial fatti di pixel sono il futuro dei brand?

Per il momento, Zhang non ha nessuna intenzione di monetizzare Angie attraverso il live-streaming ma non si preclude la possibilità di accettare collaborazioni con case di moda e brand. Per le aziende, gli influencer virtuali rappresentano un investimento comodo e a basso rischio perché disponibili H24 e facilmente adattabili alle richieste della campagna pubblicitaria per cui vengono ingaggiati. In ogni caso, non sostituiranno mai ragazzi e ragazze reali, almeno non nel prossimo futuro. «Per quanto flessibili e ‘comodi’, spesso agli occhi dei consumatori finiscono per essere eccessivamente finti o troppo piegati alle esigenze del marchio da risultare poco realistici», ha sottolineato Viola Chen, strategist di Red Ant Asia, nota agenzia di marketing cinese. «Non potranno mai essere equivalenti a professionisti in carne e ossa, soprattutto se chiamati a sponsorizzare creme e rossetti che richiedono di essere testati per poter essere consigliati al pubblico». Non è escluso, però, che la componente umana e quella digitale possano trovare un compromesso per coesistere pacificamente nella bolla online.