Ex-Ilva, Invitalia sarà socio al 60 per cento entro maggio 2022

Redazione
19/10/2021

Ma per il ministro Giorgetti devono essere rispettate diverse condizionI: il rilascio dell’autorizzazione integrata, un accordo sindacale e il dissequestro penale degli impianti

Ex-Ilva, Invitalia sarà socio al 60 per cento entro maggio 2022

Allo stato attuale, Invitalia detiene «una quota del 38 per cento del capitale sociale cui, in virtù dell’emissione di azioni di categoria speciale, corrisponde il 50 per cento dei diritti di voto in assemblea. Il citato accordo di investimento del 10 dicembre 2020, prevede che a seguito di un secondo aumento di capitale, Invitalia acquisisca il 60 per cento del capitale». E questo secondo aumento di capitale è previsto «alla scadenza del contratto d’affitto (maggio 2022) per l’acquisto dei rami di azienda di Ilva in amministrazione straordinaria». Lo ha ricordato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in audizione sul settore siderurgico davanti alla commissione Attività produttive della Camera.

Giorgetti: perché Invitalia salga al 60 per cento dell’ex-Ilva devono essere rispettate delle condizioni

Il secondo aumento di capitale, ha riferito Giorgetti, «è subordinato al verificarsi di alcune condizioni: il rilascio della nuova autorizzazione integrata ambientale (AIA) relativa al nuovo pianto industriale; la firma di un accordo sindacale sul nuovo piano industriale; il dissequestro penale degli impianti industriali».

Giorgetti: il cda dell’ex-Ilva lavora a un nuovo piano industriale

Il nuovo consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, ha proseguito, «sta lavorando alla definizione di dettaglio del nuovo piano industriale con l’ambizioso obiettivo di accelerare per quanto possibile la transizione ecologica degli stabilimenti». I capisaldi del nuovo piano industriale di Acciaierie d’Italia sono quelli definiti nell’accordo di dicembre dello scorso anno e prevedono il completamento degli investimenti ambientali, importanti interventi tecnici, l’elettrificazione di una quota rilevante della produzione di acciaio.

Ex-Ilva: un nuovo forno elettrico

Per il sostegno finanziario degli investimenti previsti dal piano industriale si rende necessario attivare nuovi finanziamenti a medio e lungo termine, ha puntualizzato Giorgetti e si prevede la costruzione di un forno elettrico alimentato da preridotto (Dri) prodotto da un nuovo impianto realizzato e gestito da una NewCo a partecipazione pubblica. Gli investimenti stimati, in funzione delle scelte tecniche varia da 900 a 1.500 milioni di euro.

Allo studio anche l’impiego dell’idrogeno

Invitalia è stata incaricata di procedere alla costituzione della NewCo in modo da completare le analisi di fattibilità industriale, economico – finanziaria e ambientale del progetto. La copertura finanziaria degli investimenti necessari all’avvio della produzione di Dri, ha precisato Giorgetti, «può essere assicurata dalle risorse del Pnrr che alloca, 2 miliardi di euro a valere sull’investimento 3.2 ‘Utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate’».

Giorgetti: la transizione ecologica nella prossima legge di bilancio

«Abbiamo inoltre richiesto di inserire nella prossima legge di bilancio un fondo per sostenere i processi di transizione ecologica del sistema industriale italiano. Il fondo verrebbe gestito dal Mise, insieme al Mite, e sarebbe appunto finalizzato a supportare le imprese a partire da quelle cosiddette energivore, impegnate nei processi di riconversione e nella realizzazione di investimenti per la decarbonizzazione. Si tratta di una iniziativa doverosa per l’ampiezza dell’impatto potenziale delle dinamiche in corso», ha concluso il ministro.