Il Gattopardo stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Valentina Sammarone
22/12/2023

Diretto dal grande Luchino Visconti, la pellicola è ambientata durante l'epoca di Garibaldi. Tra gli attori Claudia Cardinale e Alain Delon.

Il Gattopardo stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 22 dicembre 2023, dalle 21.10, andrà in onda su Rai Movie il film Il Gattopardo. Il regista della pellicola del 1963 è Luchino Visconti e nel cast ci sono Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Terence Hill e Pierre Clémenti.

Il Gattopardo, trama e cast del film in onda stasera 22 dicembre 2023 su Rai Movie

Nel maggio 1860, dopo lo sbarco a Marsala di Garibaldi in Sicilia, Don Fabrizio (Burt Lancaster) osserva con distacco e malinconia la fine dell’aristocrazia. Contemplando come gli amministratori e i latifondisti della nuova classe sociale emergente approfittino della nuova situazione politica, la nobiltà comprende che la sua supremazia sta per giungere al termine. Don Fabrizio, membro di una famiglia di lunga nobiltà, viene confortato dal suo nipote preferito Tancredi (Alain Delon), che, pur combattendo nelle file garibaldine, cerca di manipolare gli eventi a proprio favore e cita la celebre frase: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Questa affermazione rappresenta il riflesso della realtà siciliana e simboleggia la capacità di adattamento sviluppata dai siciliani nel corso della storia, spesso sotto il dominio di vari governanti stranieri. La risposta di Don Fabrizio è altrettanto significativa: «E dopo sarà diverso, ma peggiore».

Durante la visita annuale della famiglia alla residenza estiva di Donnafugata, il nuovo sindaco del paese è Calogero Sedara (Paolo Stoppa), un borghese di umili origini, grossolano e poco istruito, che ha guadagnato ricchezza e successo in politica. Tancredi, che in precedenza aveva dimostrato interesse per Concetta (Lucilla Morlacchi), la figlia maggiore del principe, si innamora di Angelica, figlia di don Calogero, e alla fine la sposa, attratto sicuramente dal suo notevole patrimonio. Un episodio significativo è l’arrivo di un funzionario piemontese, il cavaliere Chevalley di Monterzuolo (Leslie French), che offre a Don Fabrizio la nomina a senatore del nuovo Regno d’Italia. Tuttavia, il principe rifiuta, sentendosi troppo legato al vecchio mondo siciliano, rispondendo al cavaliere con la frase: «In Sicilia non importa far male o bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di “fare”». Il connubio tra la nuova borghesia e l’aristocrazia in declino è un cambiamento ormai innegabile. Don Fabrizio ne ottiene la conferma durante un sontuoso ballo, al termine del quale inizia a riflettere sul significato degli eventi in corso e a fare un bilancio doloroso della sua vita.

Il Gattopardo, quattro curiosità sul film

Il Gattopardo è tratto da un romanzo

Il film si ispira all’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il personaggio principale del film, il Gattopardo, è ispirato a Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa, bisnonno dell’autore del libro, e alla sua famiglia. Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa era un rinomato astronomo, ma nella finzione letteraria diventa il Principe Fabrizio di Salina.

Le difficoltà produttive

Nel 1958, durante il grande successo editoriale de Il Gattopardo, il produttore Goffredo Lombardo, proprietario della Titanus, acquisì i diritti del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Inizialmente, la regia fu assegnata a Mario Soldati e successivamente a Ettore Giannini, ma entrambi furono licenziati da Lombardo a causa di divergenze sulla realizzazione del film. Luchino Visconti fu scelto come loro sostituto.

Il Gattopardo stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità
Luchino Visconti e Burt Lancaster sul set esterno de Il Gattopardo (1963), in piazza Croce dei Vespri, Palermo (Wikipedia).

Il film ottenne un grande successo al botteghino

Il film ottenne un notevole successo al botteghino in Italia, diventando il campione d’incassi assoluto nella stagione 1962-1963 con un guadagno di oltre due miliardi di lire dell’epoca. Attualmente, occupa il nono posto nella classifica dei film italiani più visti di sempre. Tuttavia, nonostante il successo nazionale, il film non ebbe lo stesso impatto negli Stati Uniti, e ciò comportò che la pellicola non riuscisse a coprire i costi di produzione elevati, portando al fallimento finanziario della Titanus. All’uscita nelle sale statunitensi, gran parte della critica stroncò il film, in parte a causa di un montaggio sciagurato eseguito senza il consenso del regista, che comportò un taglio di quasi mezz’ora di pellicola dalla versione definitiva.

Il Partito Comunista Italiano stroncò Il Gattopardo

Il film fu oggetto di opposizione anche da parte del Partito Comunista Italiano, al quale Visconti era legato. Il romanzo di Lampedusa, considerato «espressione di un’ideologia reazionaria» e «politicamente corretto», non era ben visto dalla sinistra comunista. Per questo motivo, il regista creò una versione alternativa destinata alla critica cinematografica di sinistra, che includeva scene del tutto estranee al romanzo originale ma conformi alla sua fede marxista, come conflitti di classe e rivolte contadine. Tali scene furono successivamente eliminate nella versione definitiva presentata al Festival di Cannes. Tuttavia, nonostante questi sforzi, il film continuò a ricevere critiche da alcuni intellettuali di sinistra, accusandolo di essere anti-storico.