Hugh Hefner, l’ex moglie Crystal: «Voleva donne deboli e manipolabili»

Redazione
29/01/2024

La vedova del fondatore di Playboy ha pubblicato un’autobiografia in cui racconta una relazione tossica: «Ho pagato il successo a caro prezzo». Dal sesso programmato ai soldi, passando per la rivalità con le altre amanti e l’obbligo di avere i capelli biondi: «Ero solo uno dei tanti suoi oggetti».

Hugh Hefner, l’ex moglie Crystal: «Voleva donne deboli e manipolabili»

«Come moglie di Hugh Hefner ho avuto una vita di successo, ma a caro prezzo». A parlare è la vedova del fondatore di Playboy, Crystal, nel libro Only Say good things: surviving Playboy and finding myself, nuova autobiografia disponibile in lingua inglese dal 23 gennaio. «Avevo 21 anni quando mi ritrovai sulla soglia della Playboy Mansion (la villa del magnate, ndr.)», ha scritto la modella. «Voglio raccontare la vera storia del tempo trascorso lì: il bene e il male, l’oscurità e la luce». Il titolo si ispira a una delle tante promesse che Hefner chiese alla ragazza e offre uno sguardo crudo all’oggettivazione e alla misoginia che per anni hanno permeato l’abitazione. «Ero la sua favorita, ma ho iniziato un processo in cui stavo perdendo la mia vita. Ero solo uno dei suoi oggetti». Hugh Hefner è morto nel 2017 all’età di 91 anni.

 

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Crystal Hefner, l’arrivo nella Playboy Mansion e il matrimonio irrinunciabile

Nata in Arizona, Crystal si trasferì ancora bambina con i suoi genitori a Birmingham, nel Regno Unito, per vivere in una piccola casa situata al piano superiore di un pub. A 12 anni, con la morte improvvisa di suo padre, assieme alla madre ritornò negli States prima di incrociare il cammino di Hugh Hefner. «La prima volta che entrai nella Playboy Mansion è stato come andare da Willy Wonka», ha raccontato la modella al Guardian. «Venivo dal nulla e volevo tutto. Essere parte del mondo vip, quello di Pamela Anderson e dei potenti dello spettacolo. Hugh voleva donne deboli e manipolabili, come me». Era il 2007 e aveva appena 21 anni. «Ho avuto accesso al potere ed era fantastico», ha spiegato. «Presto però i muri di quella villa si sono chiusi attorno a me».

La vedova del fondatore di Playboy Hugh Hefner, Crystal, ha pubblicato un'autobiografia in cui racconta luci e ombre della loro relazione.
Hugh Hefner nel 2009 assieme alle conigliette di Playboy (Getty Images).

Negli anni di fidanzamento, ha condiviso il letto con Hugh Hefner e le sue altre due fidanzate. Presto però divenne la favorita, tanto da ricevere la proposta di matrimonio nel 2010. Accettò solo dopo due anni e un tentativo di fuga con un coetaneo, fallito miseramente. La notte di Capodanno del 2012, quando convolò a nozze con l’86enne fondatore di Playboy, aveva 26 anni. «Ho fatto cose che oggi mi disgustano», ha detto al quotidiano britannico. «Non ero attratta da un ultraottantenne, ma volevo solo superare quei momenti». Il sesso era standardizzato a cadenza settimanale, un «compito degradante» che non garantiva alcun tipo di libertà a lei o alle altre ragazze. «Tutto si basava sul suo programma, l’opposto di quella libertà che Playboy doveva rappresentare. Ho accettato tutto per troppo tempo, perché mi hanno fatto il lavaggio del cervello che ancora non riesco a spiegarmi».

Hugh Hefner, il coprifuoco e le rigide regole sull’aspetto delle fidanzate

Ogni giorno della sua vita accanto a Hugh Hefner era il nuovo capitolo di una relazione tossica. Assieme alle altre fidanzate del magnate, le celebri “conigliette”, doveva sottostare a un rigido coprifuoco che impediva loro di restare fuori dalla Playboy Mansion oltre le 18. «Facevamo la fila per ricevere un’indennità», ha poi ricordato Crystal, oggi 37enne. «Erano i nostri “soldi per la benzina” settimanali». Non andava meglio per quanto riguarda l’aspetto estetico. Secondo il suo racconto, il fondatore della rivista per adulti aveva una passione per le bionde talmente maniacale da pretendere che tutte coloro che gli ruotavano attorno non avessero altro colore dei capelli. «Ho dovuto decolorare i miei fino a bruciarmi il cuoio capelluto», ha scritto nell’autobiografia. «Mi ha causato vesciche e ferite, ma pensavo che fosse normale e che significava essere ben vista ai suoi occhi». Proibito anche lo smalto per le unghie. «Sogno ancora la Playboy Mansion», ha concluso Crystal Hefner, che è rimasta accanto al marito fino alla morte. «Spesso mi rivedo mentre corro per tornare a casa prima del coprifuoco e, al rientro, trovo Hugh a letto con molte altre donne nude».

 

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