A Hong Kong è ufficialmente iniziata la caccia al cinghiale. Alla luce dei timori per la sicurezza dei residenti e delle aggressioni delle ultime settimane, il governo ha potenziato la campagna finalizzata a ridurre gli animali selvatici nella aree urbane.
Hong Kong ordina l’abbattimento dei cinghiali selvatici
Le operazioni sono partite a pieno ritmo. Mercoledì scorso, durante un rastrellamento in uno dei quartieri della metropoli, ne sono stati catturati e abbattuti sette che, a detta di alcuni testimoni, erano stati attirati da un gruppo di passanti intenzionati a dar loro da mangiare. «Utilizzando pistole a freccette, i veterinari li hanno acciuffati e, successivamente, soppressi attraverso un’iniezione», ha spiegato il dipartimento per l’Agricoltura, la pesca e la conservazione in un comunicato. Non si tratta dei primi né degli ultimi esemplari che finiranno nel mirino delle autorità: da tempo, infatti, la zona residenziale e i dintorni del distretto finanziario sono popolati da cinghiali che vagano indisturbati per le strade, inseguono le automobili o cercano del cibo. E se la maggior parte non sembra creare particolari problemi ai cittadini, alcuni diventano veri e propri pericoli pubblici. Recentemente un cinghiale ha attaccato violentemente un poliziotto, facendolo cadere a terra e mordendogli una gamba. Vicenda che ha spinto la governatrice Carrie Lam a ricorrere al pugno di ferro, appesantendo le sanzioni contro chi li nutre e autorizzando l’abbattimento dei suini. «La città ama questi animali ma è nostro dovere garantire la vivibilità delle strade», ha sottolineato Lam nel corso della conferenza stampa settimanale, «Come governo responsabile, ci tocca agire».
Un amico mi ha appena inviato delle foto da Hong Kong dove oltre alle proteste deve convivere con i cinghiali… 😱😱😱 pic.twitter.com/sL43EtsJN1
— paratox 🇨🇭🖤 🎗 (@paratox_) October 1, 2020
Le proteste degli animalisti
Secondo i report del governo, negli ultimi anni sono stati segnalati circa 30 attacchi da parte dei cinghiali alla popolazione. Inizialmente, la strategia politica di Hong Kong è stata parecchio blanda: si è pensato di catturarli, sterilizzarli e trasferirli in aree lontane e disabitate. Questo piano d’azione non ha avuto gli effetti sperati: a oggi, infatti, si contano più di 3 mila esemplari. Situazione che ha obbligato i vertici a una stretta drastica particolarmente criticata dagli animalisti. «Il problema del sovraffollamento dei cinghiali è stato causato dalla politica», ha dichiarato Roni Wong, portavoce dell’Hong Kong Wild Boar Concern Group, in un’intervista al Guardian. «Non hanno pensato di stanziare risorse per organizzarli senza recare loro danno e ora quelle povere bestie devono pagare il costo della loro incapacità».