Road to be wild

Fabrizio Grasso
28/08/2021

Il 28 agosto 1903 nasceva nel Wisconsin il mito dell'Harley-Davidson. Amata dalle stelle di Hollywood e dalle rockstar, è stata protagonista di canzoni e film. Da Easy Rider a Pulp Fiction.

Road to be wild

«Libertà. Ti serve una moto e ti basta la strada». John Travolta riassume così, nel film Svalvolati on the Road, il concetto del viaggio su due ruote, senza confini, pensieri o distrazioni. Strada libera, benzina nel serbatoio e aria sulla faccia sono i tre dogmi di un biker, sempre in sella e pronto all’avventura. E se diciamo biker, in molti pensano ad Harley-Davidson. Un marchio diventato leggenda e che, a 118 anni dalla sua nascita, è ancora oggi un simbolo per tutti coloro che sognano di guidare una motocicletta.

Harley-Davidson, la storia dietro il mito

Tutto ha avuto inizio il 28 agosto 1903 quando quattro amici, proprio come i quattro protagonisti della commedia citata, diedero vita in un capannone di Milwaukee a una marca che avrebbe infuocato le strade. Il nome, come spesso accade per le aziende motoristiche, è il risultato della fusione dei cognomi dei fondatori: i capostipiti furono infatti William Harley e i fratelli Arthur, Walter e William Davidson. Montando un motore autoprodotto su una vecchia bicicletta, furono artefici del prototipo di un mezzo che avrebbe fatto sognare generazioni. Si sa, le grandi invenzioni nascono sempre in un garage.

Grazie ai suoi ideali conservatori e tradizionalisti, l’azienda ha saputo mantenere intatta la propria filosofia anche durante gli anni più bui della storia, dai conflitti mondiali alla crisi degli anni Settanta. Giunse sull’orlo della bancarotta negli Anni 60 e solo l’aiuto del reparto corse dell’italiana Aermacchi le consentì di sopravvivere. Grazie al dominio nei vari campionati mondiali fra il 1974 e il 1978, riuscì a ottenere un aumento di capitale e nuovi sponsor che sovvenzionarono sviluppo e produzione. Tanto che ancora oggi è attiva sul mercato, inserendosi anche con nuovi prodotti elettrici che strizzano l’occhio all’ambiente.

Harley-Davidson nel cuore della musica rock, da Springsteen a Billy Idol e gli 883

La fama del marchio ha però giovato soprattutto della passione delle stelle di Hollywood e della musica che hanno sempre sognato di guidare una Harley-Davidson. Da Arnold Schwarzenegger a Johnny Depp, passando per Bruce Springsteen, Brad Pitt e gli italiani Ligabue e Vasco Rossi. L’elenco degli amanti delle Harley-Davidson potrebbe coprire le pagine di un intero libro. Basti pensare che gli 883, gruppo capitanato per anni da Max Pezzali, traggono il loro nome proprio dalla cilindrata di un modello Harley-Davidson, la Sportster, il cui motore è esattamente di 883 centimetri cubici.

La musica, soprattutto il rock degli Anni 70 e 80, ha elogiato in ogni sua forma l’Harley, regina delle moto su strada. Sugli store online è disponibile persino un intero album, Harley-Davidson Road Songs, che racchiude i brani più celebri dedicati o comunque ispirati alla celebre moto nata nel Wisconsin. La colonna sonora dei biker, disponibile su Amazon al costo di 18,99 euro, racchiude singoli di Lynyrd Skynyrd, Allman Brothers, Bad Company, Ted Nugent. Da Call me the Breeze a Cat Scratch Fever, passando per Statesboro Blues e That Smell, l’album accompagna chi lo ascolta in un mondo che profuma di benzina e asfalto. Il brano forse più rappresentativo è però Born To Be Wild. La voce di John Kay degli Steppenwolf, accompagnata nel video ufficiale dalle immagini del film Easy Rider, racchiude l’essenza del biker americano, Nato per essere selvaggio”, libero.

I rocker in sella a una Harley-Davidson sono tantissimi: dai Motley Crue, che nel loro video di Girls, Girls, Girls compaiono a bordo del modello Softail Custom, a Billy Idol, da sempre un accanito appassionato. E ancora, i Van Halen, i Twisted Sister e Bruce Springsteen che, il 30 agosto del 2008, ha chiuso con un fantastico concerto il centocinquesimo anniversario dell’azienda. Su un Harley-Davidson appaiono anche Jamiroquai in Blue Skies e persino Max Pezzali e J-Ax nel video di Sempre noi.

Stallone e Schwarzenegger, una Harley per i dell’azione

Se il rombo dell’Harley si è tramutato in suoni hard-rock, il suo aspetto è impresso nella storia del cinema grazie a lungometraggi che hanno segnato l’infanzia di molte generazioni. Che si tratti di personaggi in fuga da ambientazioni distopiche o di supereroi dei fumetti, tutti hanno guidato almeno una volta una Harley-Davidson. Persino Terminator. Sì, il celebre androide interpretato da Arnold Schwarzenegger guida una Fat Boy del 1990 in Terminator 2 – Il giorno del giudizio. Se il mitico “Schwarzy” ha guidato una Harley, non poteva essere da meno l’altra leggenda action degli Anni Ottanta. Sylvester Stallone infatti guida una FLH Electra Glide del 1978 in Rocky III, quando il mito del ring passa davanti alla statua a lui dedicata a Philadelphia.

Non solo Schwarzenegger e Stallone. Hanno ceduto al fascino di custom e chopper anche Mickey Rourke (in Harley Davidson e Marlboro Man), Kurt Russell (Fuga da Los Angeles) e Bruce Willis, che in Pulp Fiction guida una FXR Super Glide del 1986. Le Harley-Davidson sono grandi protagoniste del già citato Svalvolati on the Road, commedia con John Travolta e Martin Lawrence, Robocop con Peter Weller e Machete, film con protagonista Danny Trejo. Persino il figlio del noto avventuriero Indiana Jones, interpretato ne Il teschio di cristallo da Shia LaBeouf, guida una Harley, la Springer Softail Classic, modificata per assumere tratti più vintage rispetto all’originale. A cavallo di un’Harley ci è finito anche Massimo Boldi in Vacanze di Natale ’95.

Captain America e Ghost Rider, i supereroi guidano un Harley-Davidson

Chi non ha mai saputo resistere alla tentazione di guidare queste moto sono i supereroi. I più attenti avranno notato una V-Rod custom in The Green Hornet, adattamento cinematografico del celebre eroe radiofonico Il Calabrone Verde uscito nel 2011. Grande amate dei chopper è anche Nicholas Cage in Ghost Rider: il centauro con la testa in fiamme, nella versione cinematografica del 2007, guida infatti, fra le altre, un Panhead-based Chopper.

Se tutti i personaggi fin qui citati hanno scelto la tradizione, Marvel ha invece puntato sull’innovazione. Steve Rogers, alias Captain America, che al cinema ha il volto di Chris Evans, guida infatti una Harley Street 750 in Captain America – Winter Soldier, mentre Vedova Nera/Scarlett Johannson può essere vista in sella alla prima Harley-Davidson elettrica uscita sul mercato in Avengers: Age of Ultron.

Non solo cinema. Anche il piccolo schermo ha puntato in alcune occasioni sul fascino senza tempo delle Harley-Davidson. È il caso di Renegade, serie uscita nei primi anni Novanta con protagonista Lorenzo Lamas, e Sons of Anarchy con Charlie Hunnam, trasmessa per sette stagioni fra il 2008 e il 2014. Nel 2016 è uscita persino una serie evento che, sotto forma di documentario, racconta il mito delle moto americane: Harley and the Davidsons, prodotta da Discovery e trasmessa in Italia su DMax, è stata introdotta da un fan speciale, Max Pezzali.