Guten Tag

Redazione
09/11/2021

Il 9 novembre 1989 veniva abbattuto il muro di Berlino. Tag43 vi augura il buongiorno con Wind of change degli Scorpions, canzone diventata simbolo dell'evento.

Guten Tag

Il 9 novembre 1989 veniva abbattuto il muro di Berlino. La caduta della barriera eretta nel 1961, che divideva fisicamente e simbolicamente la Germania Est dalla parte Ovest, segnò la riapertura delle frontiere all’interno del Paese. Un evento determinato da un clamoroso errore. Günter Schabowski portavoce della Repubblica democratica tedesca, durante una conferenza stampa tenuta dai vertici dello Stato, infatti, comunicò ai giornalisti che dal quel momento i cittadini della Germania Est sarebbero potuti entrare senza restrizioni nel territorio confinante. In realtà, la nota avrebbe dovuto riguardare semplicemente la concessione di nuovi permessi speciali, che si sarebbero potuti richiedere a partire dal giorno successivo, ossia il 10 novembre. Schabowski, assente alla riunione in cui si era discussa la misura, sbagliò completamente il messaggio e, in pratica, fornì il pretesto per l’abbattimento della costruzione.

Il crollo del muro e la riapertura dei confini tra Germania Est e Ovest

In tantissimi, informati di quelle parole ,si precipitarono nei pressi del checkpoint di Berlino di Bornholmer Strasse. Il fiume di persone generò una pressione tale, che i soldati di guardia furono costretti ad aprire i confini. Nei giorni seguenti, l’esodo proseguì accompagnato dalla progressiva distruzione delle barriere. Per celebrare la formale riunificazione della Germania, tuttavia, si dovranno attendere altri undici mesi. Il 12 settembre 1990, a Mosca, i ministri degli esteri delle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale (Usa, Urss, Francia, Gran Bretagna) e quelli di Germania Est e Ovest sottoscriveranno il trattato 4+2 che porrà le basi giuridiche e politiche della riunificazione, avvenuta ufficialmente il 3 ottobre dello stesso anno. Tag43 celebra la caduta del Muro con la canzone Wind of change degli Scorpions. Nel testo si fa riferimento alla Moscova, fiume che attraversa la capitale russa e simboleggia l’acqua che scorrendo cancella il passato. Un modo per augurarsi rinnovamento e progresso, auspici che, in una visione ottimista, all’epoca si facevano largo tra la gente.