Gustavo Arnal morto suicida: l’imprenditore si è lanciato da un grattacielo

Debora Faravelli
05/09/2022

La sua azienda versava in gravi difficoltà finanziarie e aveva appena annunciato che avrebbe licenziato il 20% dei dipendenti.

Gustavo Arnal morto suicida: l’imprenditore si è lanciato da un grattacielo

Gustavo Arnal, vicepresidente esecutivo e capo finanziario della società americana Bed Bath & Beyond, è morto suicida lanciandosi da uno dei grattacieli più iconici di New York. Ancora ignote le ragioni del gesto, ma diverse testate statunitensi hanno evidenziato come la sua azienda fosse in forti difficoltà finanziarie.

Gustavo Arnal morto suicida

Secondo quanto ricostruito, il top manager si è lanciato dal diciottesimo piano del Jenga Building di Tribeca, nel cuore della Grande Mela, lasciando sconvolti i presenti e i membri della società che dirigeva da due anni. Un portavoce della compagnia ha affermato che questa è «profondamente addolorata per questa perdita scioccante».

A fargli eco la presidente indipendente del consiglio di amministrazione Harriet Edelman, la quale ha dichiarato: «Desidero porgere le nostre più sincere condoglianze alla famiglia di Gustavo. Il nostro obiettivo è supportare la sua famiglia e la sua squadra e i nostri pensieri sono con loro in questo momento triste e difficile». La stessa ha anche evidenziato come Arnal fosse stimato dalla comunità finanziaria e ha ricordato il suo impegno durante la pandemia di Covid per costruire un team forte e di talento e trasformare le basi finanziarie dell’azienda.

Chi era

Entrato nella Bed Bath & Beyond Inc. nel maggio 2020 dopo una carriera nel settore finanziario presso Avon, Walgreens Boots Alliance e Procter & Gamble, l’uomo stava cercando di affrontare le gravi difficoltà economiche in cui versa la catena, che di recente ha annunciato di essere costretta a licenziare il 20% dei dipendenti e chiudere circa 150 negozi.

Ad agosto era stato anche accusato, presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, di aver gonfiato artificialmente il prezzo delle azioni della società. In particolare, le accuse che gli sono state mosse sono quelle di aver rilasciato dichiarazioni e omissioni fuorvianti in merito ai piani strategici e alle condizioni finanziarie di BBBY e di aver ritardato le divulgazioni sulla detenzione e la vendita delle proprie azioni.