Sala a Gergiev: «Condanni la guerra in Ucraina o addio alla Scala»

Redazione
24/02/2022

Il maestro russo ha debuttato ieri con La dama di picche, ricevendo anche qualche «buu» all'ingresso sul palco. Il sindaco di Milano e il direttore del teatro lo invitano a prendere posizione contro il conflitto e il suo amico Vladimir Putin.

Sala a Gergiev: «Condanni la guerra in Ucraina o addio alla Scala»

C’è un caso che interessa Milano ed è strettamente legato alla guerra tra Russia e Ucraina, deflagrata oggi. Riguarda il maestro Valery Gergiev, il Teatro alla Scala e una richiesta precisa arrivata dal sindaco di Milano Beppe Sala. Il maestro, infatti, è a Milano perché sul celebre palcoscenico andrà in scena La dama di picche, da lui diretta. Ma il primo cittadino è stato chiaro: «Ha più volte dichiarato la sua vicinanza a Putin, con il sovrintendente del teatro gli stiamo chiedendo di prendere una posizione precisa contro questa invasione e se non lo facesse saremmo costretti a rinunciare alla collaborazione».

Il messaggio a Gergiev di Sala e Meyer

Al fianco del sindaco di Milano Beppe Sala si schiera il sovrintendente della Scala, Dominique Meyer. I due hanno voluto inviare un messaggio chiaro a Gergiev, invitandolo a una dichiarazione pubblica in cui auspica una risoluzione pacifica del conflitto. Il maestro è molto amico di Vladimir Putin e si attende ora la sua risposta. Se dovesse rispondere negativamente, salterebbero le repliche de La dama di picche, in programma dal 5 al 13 marzo. Anche Nazzareno Carusi, rappresentante della Regione Lombardia nel cda della Scala, ha appoggiato la scelta di Sala: «Molto bene ha fatto il sindaco di Milano Sala, che della Fondazione Teatro alla Scala è presidente, a chiedere che il maestro Gergiev prenda immediatamente le distanze dal suo amico Putin; altrimenti, genio o non genio, dovrà andarsene».

Il debutto con proteste de La dama di picche

La dama di picche ha debuttato ieri al Teatro alla Scala di Milano e non sono mancate le proteste. Il maestro russo Valery Gergiev è stato accolto tra gli applausi, a pochi istanti dall’avvio dell’opera di Cajkovskij, ma non sono mancati anche qualche «buu» e «vattene» provenienti dalla platea. Alla vigilia dei primi bombardamenti, si è temuta una lunga serata di polemiche ma la musica ha prevalso. Il direttore Gergiev e il cast con Julia Gertseva, Alexsey Markov e Asmik Grigorian ha conquistato il teatro, ricevendo quasi 9 minuti d’applausi. I lavoratori della Scala, che già pochi giorni fa hanno rifiutato una tournée in Egitto per vicinanza alla famiglia Regeni, si sono schierati contro la crisi Ucraina-Russia e hanno chiesto, in una nota sindacale, che Gergiev lanci un messaggio di pace.