Dzyuba rifiuta la convocazione della Russia: «Ha parenti in Ucraina»

Redazione
15/03/2022

Miglior marcatore della storia del campionato e della nazionale ha dato forfait per gli impegni di marzo a causa della guerra. Nelle scorse settimane era stato accusato da Mykolenko di non aver preso posizione sul conflitto.

Dzyuba rifiuta la convocazione della Russia: «Ha parenti in Ucraina»

Attaccante dello Zenit San Pietroburgo, ex capitano della Nazionale. Artem Dzyuba ha annunciato che non vestirà la maglia della Russia al raduno in programma alla fine del mese. Dietro la decisione, la situazione sempre più drammatica in Ucraina, dove, spiega il calciatore, risiedono diversi partenti. A riportare la notizia la Federcalcio russa. «Abbiamo parlato con Artem al telefono la scorsa domenica», ha spiegato il commissario tecnico Valery Karpin. «Ci ha assicurato che vuole davvero giocare per la nostra rappresentativa. Ma adesso, a causa della difficile situazione in Ucraina, dove ha molti parenti, ci ha chiesto per circostanze familiari di non invitarlo all’incontro. Si è scusato e noi abbiamo deciso di rimanere in contatto con lui». Il ritiro della squadra è previsto a Mosca nel periodo compreso fra il 21 e il 27 marzo. In origine sarebbe dovuto servire a preparare i play-off di qualificazione al mondiale in Qatar, in programma il prossimo inverno. Il 28 febbraio, tuttavia, Fifa e Uefa hanno disposto l’esclusione della Nazionale da ogni competizione internazionale.

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L'attaccante russo Artem Dzyuba ha rifiutato la convocazione della nazionale per fine mese a causa della situazione Ucraina
Vitaliy Mykolenko (Getty)

Lo scontro dei giorni scorsi tra il russo Dzyuva e l’ucraino Mykolenko

Nato a Mosca nel 1988, Artem Dzyuba è il miglior marcatore nella storia dei campionati russi, ma anche della nazionale. Figlio d’arte il padre ha alternato la carriera sul campo a quella da poliziotto. Dzyba, primo calciatore di alto livello a prendere posizione sulla guerra in Ucraina, nei giorni scorsi era finito al centro delle polemiche per uno scontro a distanza con il terzino ucraino dell’Everton Vitaliy Mykolenko. Quest’ultimo lo aveva accusato di non aver condannato apertamente la guerra. Nell’occasione lapidaria fu la risposta del centravanti, che accusò Mykolenko «di parlare dal caldo della sua confortevole villa in Inghilterra».

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