Guerra in Ucraina, Kadyrov manderà al fronte in tre figli adolescenti

Redazione
03/10/2022

Lo ha annunciato il leader ceceno su Telegram: «È ora che si mettano alla prova in una vera battaglia. Accolgo con favore questo loro desiderio».

Guerra in Ucraina, Kadyrov manderà al fronte in tre figli adolescenti

Il capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov ha annunciato l’intenzione di mandare al fronte in Ucraina i suoi tre figli maschi minorenni: Akhmat (16 anni), Eli (15) e Adam (14). «È ora che si mettano alla prova in una vera battaglia e accolgo solo con favore questo loro desiderio», in un post pubblicato su Telegram. «Presto andranno in guerra e si troveranno nelle sezioni più difficili della prima linea», ha aggiunto il leader ceceno, rivolgendosi a chi «parlava a vanvera», dicendo che i suoi cari non avrebbero mai preso parte alla cosiddetta “operazione militare speciale”.

Kadyrov è favorevole all’uso di armi nucleari a bassa potenza in Ucraina

Kadyrov, soprannominato dai media occidentali “Il macellaio di Groznyj”, ha sottolineato che Akhmat, Eli e Adam hanno ricevuto addestramento militare «fin dalla più tenera età», ribadendo poi: «Non sto scherzando». Solo pochi giorni fa il capo della Cecenia ha esortato Vladimir Putin a considerare l’uso di armi nucleari a bassa potenza in Ucraina, dopo che le forze russe si sono ritirate dalla città strategicamente importante di Lyman, nella regione occupata di Donetsk. Kadyrov, auspicando la dichiarazione della legge marziale nelle zone di confine, ha anche criticato aspramente il colonnello Alexander Lapin, comandante delle forze russe a Lyman, definendolo «un mediocre». Il mese scorso, Kadyrov ha affermato che la Cecenia ha dispiegato 20 mila soldati al fronte dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, superando il piano di coscrizione del 254 per cento. E questo già prima della mobilitazione parziale voluta da Putin.

Le critiche del macellaio di Groznyj ai vertici dell’esercito russo

Da sempre sostenitore dell’attacco all’Ucraina, Kadyrov sta però vivendo un rapporto complicato con il Cremlino. Dopo le parole sulle armi nucleari, il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha cercato di “frenare” il leader ceceno, dicendo che al momento non esiste tale possibilità. E dopo la liberazione delle città ucraine di Izyum, Kupiansk e Balakliya, aveva duramente criticato i vertici dell’esercito russo: «I leader avrebbero potuto ordinare di non fare un solo passo indietro. Quindi, devono spiegare perché hanno fatto quello che hanno fatto. Per quello che è successo, vedo che i loro uomini erano impreparati». Una settimana prima, a inizio settembre, aveva inoltre fatto intendere di essere pronto a fare un passo indietro: «Ho scoperto di essere il capo più longevo all’interno della Federazione Russa. Sono alla guida della Cecenia da 15 anni. Da noi abbiamo un proverbio: non importa quanto sia rispettato e atteso un ospite, se parte in tempo, allora è ancora più apprezzato. Quindi penso che anche il mio momento sia arrivato, prima di essere cacciato».