Ucraina, la musica diventa resistenza culturale

Matteo Innocenti
10/09/2022

La vittoria della Kalush Orchestra all'Eurovision Song Contest è solo la punta dell'iceberg. La scena musicale ucraina è viva più che mai e lotta contro la russificazione del Paese. Dando valore agli strumenti e alle sonorità della tradizione.

Ucraina, la musica diventa resistenza culturale

I vincitori dell’Eurovision Song Contest 2022, gli ucraini della Kalush Orchestra, hanno trionfato a Torino con il brano Stefania, interamente cantato in lingua ucraina e capace di mixare ritmi hip-hop con elementi folk con l’uso dei due tradizionali strumenti a fiato sopilka e telenka. Così come la Kalush Orchestra, tutti i vincitori ucraini del concorso musicale hanno integrato elementi musicali tradizionali con testi in grado di raccontare scorci della tumultuosa storia del Paese. La trionfatrice del 2016, Jamala, con la sua 1944 ha rievocato la storia della deportazione in Siberia da parte di Stalin dei tartari di Crimea: un fatto che ha acquisito una rinnovata rilevanza per gli ucraini, dopo che la Russia ha unilateralmente annesso la penisola. Ruslana, vincitrice del 2004 con Wild Dances, ha inserito nel suo brano il suono della trembita dei Carpazi, simile al corno alpino in uso in Svizzera. Questo per il presente e il passato. E il futuro?

Ucraina, la musica diventa resistenza culturale contro la Russia, che vorrebbe annullare l'identità del Paese.
Kalush Orchestra (Getty Images)

Jerry Hail, da YouTube a paladina della musica ucraina

Il futuro, che in fondo è già presente, ha il volto della 26enne Jana Šemajeva, nome d’arte Jerry Heil. Diventata famosa incorporando frammenti di meme virali di TikTok e altri social media nella sua musica e nei suoi video, dall’inizio del conflitto in Ucraina ha registrato una serie di brani, tra cui #Moskal’_nekrasivyj e Čomu?, che affrontano principalmente tematiche legate alla guerra. Ma anche Mriya, ballata per pianoforte con armonie operistiche sull’aereo più grande del mondo, l’Antonov An-225 Mriya, distrutto dai bombardamenti russi in una delle prime battaglie della guerra voluta da Vladimir Putin.

«Possono distruggere l’aereo, ma non i sogni e le nostre volontà», ha detto la cantante alla Bbc. E i suoi fan sembrano essere d’accordo: Jerry Heil ha un vasto seguito nelle forze armate e dai soldati impegnati a difendere il Paese non mancano gli attestati di stima e i ringraziamenti, fatti pervenire tramite commenti sui social. Fedele alla sua formula, l’artista ha pubblicato anche la canzone virale #Kupula, remix rap-pop di una canzone popolare ucraina dedicata alla Notte di Ivan Kupala, tradizionale celebrazione del solstizio d’estate, particolarmente sentita in Ucraina, Polonia, Russia, Bielorussia e Lituania.

Ucraina, la musica diventa resistenza culturale contro la Russia, che vorrebbe annullare l'identità del Paese.
Jerry Heil (Facebook)

La seconda vita dell’etnomusicologia ucraina

Sebbene Jerry Heil per lo più si limiti a campionare armonie tradizionali, non è insolito che i cantanti pop in Ucraina si cimentino come veri e propri etnomusicologi, visitando regioni remote per registrare musica popolare tradizionale da fondere con canzoni moderne, come ha fatto Ruslana per Wild Dances. L’etnomusicologia, campo di studi riguardante le tradizioni musicali orali di tutti i popoli del mondo, fu bandita sotto l’Unione Sovietica e in particolare durante il regime di Stalin, quando furono persino eseguite esecuzioni di massa di suonatori di bandura, strumento popolare ucraino che rappresenta un incrocio fra un liuto ed una cetra.

Dal 2019 è in vigore una legge sulle “quote ucraine” alla radio

Dal crollo dell’Unione Sovietica, la fusione di musica tradizionale e moderna in Ucraina è esplosa, sperimentata in particolare dai DakhaBrakha, quartetto formatosi a Kyiv nel 2004, combina sound aggressivo con melodie ucraine più popolari e antiche, aggiungendo persino ritmi tribali africani insieme a elementi folk bulgari e ungheresi. In passato la musica in lingua russa ha dominato nella hit parade ucraina e i musicisti venivano “invitati” dalle case discografiche a cantare in russo, per raggiungere un pubblico più ampio. Nel 2019 è stata però approvata una legge che includeva quote di musica ucraina alla radio: già l’anno seguente in alcune zone del Paese (come nella regione di Leopoli), la musica in lingua ucraina rappresentava il 65 per cento della programmazione radiofonica.

Ucraina, la musica diventa resistenza culturale contro la Russia, che vorrebbe annullare l'identità del Paese.
Un concerto dei DakhaBrakha (Facebook)

Secondo il musicologo Christian Diemer, interpellato dalla Bbc, questa conservazione culturale è un metodo chiave per resistere all’imperialismo russo. «L’obiettivo della guerra è distruggere tutto questo. La Russia vuole annientare ogni nozione di identità culturale ucraina. La cultura gioca un ruolo importante e la leadership russa lo dice in modo abbastanza esplicito. La stanno usando come un strumento per raggiungere tale scopo: distruggendo musei, collezioni etnografiche e uccidendo i portatori di cultura e “russificando” le persone sotto occupazione». Jerry Heil è d’accordo e considera una missione la diffusione della cultura ucraina oltre i confini del Paese. «Abbiamo lottato per la nostra cultura per molto tempo ed è un miracolo che sia sopravvissuta. Se è così forte, allora dobbiamo mostrarla al mondo».