Il Premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov mette all’asta la medaglia per i profughi ucraini

Redazione
22/03/2022

Il caporedattore della Novaya Gazeta ha chiesto alle case d'asta di mettere in vendita il celebre premio.

Il Premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov mette all’asta la medaglia per i profughi ucraini

Il Premio Nobel per la Pace 2021 Dmitry Muratov, caporedattore del giornale russo Novaya Gazeta, ha annunciato martedì 22 marzo che donerà la medaglia d’oro ricevuta al fondo ucraino per i rifugiati. «Novaya Gazeta e io abbiamo deciso di donare la medaglia del premio Nobel per la Pace al Fondo ucraino per l’aiuto ai rifugiati che sono già oltre 10 milioni», ha spiegato Muratov in un articolo pubblicato sul sito del quotidiano, sollecitando le case d’asta a rispondere al suo annuncio e a mettere in vendita la medaglia. Lo scorso dicembre Muratov aveva donato 30 milioni di rubli (290 mila dollari) del suo premio in denaro a enti di beneficenza e un orfanotrofio.

La stretta di Putin sulla stampa e l’autocensura di Novaya Gazeta

Dopo che Vladimir Putin ha firmato la legge che punisce chi pubblica presunte “informazioni false” sull’esercito russo e su quella che si ostina a definire ‘operazione militare speciale’ a 15 anni di carcere, Novaya Gazeta ha cancellato alcuni articoli e ha sospeso la copertura della guerra in Ucraina per evitare il carcere ai giornalisti. Altri siti web e giornali hanno invece lasciato la Russia per trasferirsi almeno provvisoriamente in Turchia o in Georgia.

chi è dmitry muratov che ha messo all'asta la medaglia del Nobel per gli ucraini
Dmitry Muratov e Maria Ressa Premi Nobel per la Pace 2021 (Getty Images).

Chi è Dmitry Muratov, ex collega di Anna Politovskaja

Dmitry Muratov, che ha vinto il Nobel per la Pace con la collega filippina naturalizzata statunitense Maria Ressa, è redattore capo di Novaya Gazeta, lo stesso giornale  per il quale lavorava Anna Politkovskaja, giornalista uccisa il 7 ottobre del 2006.  Nella Russia di Putin Novaya Gazeta è stato definito «l’unico giornale veramente critico con influenza nazionale in Russia oggi». Il quitidiano è noto per i suoi reportage approfonditi su argomenti delicati come la corruzione governativa, le violazioni dei diritti umani, le frodi elettorali, le “fabbriche di troll”, l’uso delle forze militari russe sia all’interno che all’esterno della Russia. «Nonostante le uccisioni e le minacce, il caporedattore Muratov si è rifiutato di abbandonare la politica indipendente del giornale. Ha costantemente difeso il diritto dei giornalisti di scrivere tutto ciò che vogliono su ciò che vogliono, purché rispettino gli standard  professionali ed etici del giornalismo», si legge nelle motivazioni.