Massacro di Bucha, il racconto di un italiano che è riuscito a fuggire

Redazione
04/04/2022

«Hanno sparato ai bambini. Vogliono sterminare un intero popolo, quello ucraino», ha detto l’imprenditore torinese Gianluca Miglietta, che adesso si trova in Italia insieme alla moglie Iryna.

Massacro di Bucha, il racconto di un italiano che è riuscito a fuggire

Esecuzioni sommarie per strada, cadaveri con le mani legate dietro la schiena, fosse comuni. Dopo il ritiro delle truppe russe, quello che è accaduto a Bucha sta venendo alla luce, documentato dai giornalisti giunti sul posto e dai cittadini sui social. Ed ha gettato nello sgomento il mondo intero. Mentre il presidente ucraino Zelensky parla di genocidio, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha invece bollato tutto come una messinscena. L’imprenditore italiano Gianluca Miglietta, che per sei giorni e sei notti è rimasto nascosto nello scantinato del condominio dove viveva alle porte di Kiev, ha raccontato la sua esperienza all’Adnkronos.

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Massacro di Bucha, il racconto dell'imprenditore italiano Gianluca Miglietta, che è riuscito a fuggire dalla città ucraina.
La posizione di Bucha, a nord-ovest del centro di Kiev.

Bucha, il racconto dell’orrore

Gianluca Miglietta, imprenditore di Torino, viveva in Ucraina insieme alla moglie Iryna e ai loro due cani: nel Paese invaso dalla Russia ha fondato l’azienda di cosmesi Naturelle Haute Cosmetique. Dopo quasi una settimana rintanato nel seminterrato, il 2 marzo ha tentato la fuga. «Grazie a Dio ce l’abbiamo fatta, ma per altri non è stato così», ha detto all’Adnkronos. «Il mio cervello è ancora sotto choc e per me è impossibile dimenticare quello che ho visto». Miglietta, appunto, ha sottolineato che quanto visto di Bucha in questi giorni è solo «l’un per cento della realtà orribile che sta vivendo l’Ucraina». L’imprenditore torinese ha citato il massacro delle donne, stuprate e poi uccise: «Poi gli passano sopra con il carro armato, come si può definire tutto questo?». Quanto alla definizione di genocidio, si è detto d’accordo con Zelensky: «Hanno sparato ai bambini. Vogliono sterminare un intero popolo, quello ucraino».

Massacro di Bucha, il racconto dell'imprenditore italiano Gianluca Miglietta, che è riuscito a fuggire dalla città ucraina.
Per Lavrov, le immagini di Bucha sono una messinscena ucraina (SERGEI SUPINSKY/AFP via Getty Images)

«Ho riconosciuto la mia chiesa, quella di fronte a casa mia a Bucha, dove andavo il sabato o la domenica. C’era un prato, lo stavano sistemando prima della guerra, e ora c’è una fossa comune, sacchi neri con dentro corpi», ha detto Miglietta parlando con Adnkronos delle immagini viste dall’Italia. Ha poi rivolto un pensiero «alle madri e ai figli che vengono seppelliti nei terreni di fronte ai condomini. Non sono più persone, non ci sono più i visi, non hanno più le identità, non sono più riconoscibili». Miglietta dubita tra l’altro che la città sia stata realmente liberata: «Solo ieri hanno ucciso un ragazzino di 14 anni con la fascia bianca al braccio per segnalare che era un civile. Ma allora cosa dice il sindaco che Bucha è stata liberata? Ci vorrà tempo prima che davvero sia libera dai russi, magari ce ne sono ancora di nascosti, “travestiti” da civili».

Bucha, la dichiarazione di Lavrov

A margine dell’incontro con il vice segretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari Martin Griffiths, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto che pochi giorni dopo la partenza delle truppe russe da Bucha è stata «allestita una messinscena, diffusa attraverso tutti i canali e i social network dei rappresentanti ucraini e dai loro protettori occidentali».