Grande Fratello, l’inventore John de Mol: «Se è diventato trash è colpa dell’emittente che lo trasmette»

Alberto Muraro
20/12/2023

Secondo il produttore olandese il cattivo gusto legato al reality show dipende essenzialmente dalla responsabilità delle reti che lo trasmettono, non dal format di per sé.

Grande Fratello, l’inventore John de Mol: «Se è diventato trash è colpa dell’emittente che lo trasmette»

In occasione dell’arrivo del suo nuovo programma, The Floor, il produttore John de Mol, autore di programmi come Grande Fratello, The Voice e Affari tuoi, ha avuto l’occasione di presentare al Corriere della Sera la sua personale visione di trash televisivo.

John de Mol sul Grande Fratello: «Se è diventato trash è colpa di chi lo trasmette»

Com’è noto, a partire dall’ultima edizione del reality show l’ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi ha deciso di imporre un preciso diktat alla sua rete: niente più siparietti di cattivo gusto e volgarità varie ed eventuali. Nonostante ciò, sul Grande Fratello (ma anche sull’Isola dei Famosi) pende ancora la nomea di programma trash. Che cosa ne pensa, dunque, il suo ideatore originale? De Mol ha così commentato al Corriere: «I reality il più delle volte sono un riflesso della nostra società e delle dinamiche umane della vita di tutti i giorni. Non sono stato coinvolto nello sviluppo del Grande Fratello nel tempo, io sostengo la natura innovativa del reality dell’epoca, che ha avuto un profondo impatto. La responsabilità di quello che è diventato ricade sempre sul produttore e sull’emittente: loro devono garantire che gli standard di decenza non vengano superati e sempre loro devono monitorare i cambiamenti della società, anche nei suoi valori».

E sul futuro del GF: «I programmi buoni possono fare una pausa e poi tornare»

In passato, il produttore olandese aveva dichiarato che, prima o poi, Grande Fratello sarebbe arrivato alla sua naturale conclusione. Ma la pensa ancora davvero così? De Mol a proposito ha spiegato: «Avevo detto che i programmi non durano per sempre. Di certo quelli buoni possono fare una lunga corsa, prendersi una pausa e magari poi ritornare. Penso anche a show come The Voice Kids o The Voice Senior: il format si prende una pausa e poi torna in una forma diversa. È come dare nuova vita a idee già di successo. Anche se la mia convinzione è da sempre che la prossima grande novità televisiva non arriverà come seguito di un format già esistente ma da un’altra direzione: sarà una nuova interpretazione di un genere».