SturmTruppi

Michele Monina
02/02/2022

Il cantautore napoletano è una ventata d'aria fresca a Sanremo. Outsider di classe, che sa spaziare dal classico al punk, si merita decisamente un palco come quello del Festival. Tocca solo capire se è il pubblico del Festival a meritarsi un artista come lui.

SturmTruppi

Quando lo scorso 4 dicembre, in diretta al Tg1, Amadeus ha annunciato i 22 cantanti in gara, cui si sarebbero aggiunti non due ma tre dei vincitori di Sanremo Giovani – quest’anno la gara rivolta agli emergenti è stata inglobata in quella dedicata ai Big – in molti tra gli addetti ai lavori già conoscevano buona parte dei partecipanti. Funziona sempre così. Si parte da semplici rumors e giorno dopo giorno le liste che girano si fanno più vicine a quella che poi verrà resa pubblica. Proprio per questo il direttore artistico ha deciso di annunciarla in anticipo di una decina di giorni su quanto era previsto, per evitare troppi spoiler. Tutto abbastanza previsto, tranne un nome, quello di Giovanni Truppi (che ha già vinto il Premio Lunezia).

la vera sopresa di sanremo è giovanni truppi
Giovanni Truppi è nato a Napoli nel 1981 (dal sito dell’artista).

Non conoscere Giovanni Truppi non è qualcosa di cui andare fieri

Sì, il nome di Giovanni Truppi arriva d’improvviso, sorpresa anche per gli addetti ai lavori, assente da tutte le listone che in genere anticipano il giorno dell’annuncio del cast, portando con sé una ventata di curiosità e anche di speranza, mai come oggi necessaria. Quando poi, nel corso di Sanremo Giovani, Amadeus ha presentato uno per uno i Big in gara, nell’introdurre Giovanni Truppi al pubblico di Rai1 lo ha descritto come un grande cantautore molto conosciuto in Francia, che è un modo di dire, guarda, da noi non lo conosce nessuno, ma se lo apprezzano in Francia, dove amano Paolo Conte, vorrà pur dire che è valido. In realtà non conoscere Giovanni Truppi non è qualcosa che andrebbe esibita con troppa disinvoltura, perché il nome in questione è in giro da ormai oltre 10 anni e ha lasciato già tracce più che evidenti e rilevanti nella storia della nostra musica leggera, si chiama così, oltre che dotate di una quantità di bellezza e originalità da lasciare quasi abbacinati. Dire che è sconosciuto, quindi, equivale a mettere in piedi una sorta di menzogna, facilmente smentibile da chi frequenta quei locali dove si suona la musica dal vivo, da chi segue i premi dedicati alla musica d’autore, e, perché no, da chi legge gli articoli dei critici musicali.

Giovanni truppi è l'outsider che sanremo aspettava
(dal sito di Giovanni Truppi).

A Sanremo presenta Tuo padre, mia madre e Lucia scritta con Pacifico e Cassese

Bene ha fatto, chiaramente, Truppi ad affrontare un palco ultrapop come questo, e a farlo con un brano che, già dal titolo, lascia ben capire di che pasta è fatto: Tuo padre, mia madre e Lucia. La presenza tra gli autori anche di due nomi di peso di due ambiti differenti – la musica d’autore che guarda al pop rappresentata da Pacifico, quella che viene giustamente ancora chiamata indie, nel suo caso, non avendo preso parte alla sua corruzione chiamata itPop, rappresentata da Niccolò Canessa  in arte I Cani – offre ulteriori coordinate ai più distratti, comunque desiderosi di saperne di più. Bene, si diceva, ha fatto anche se credo non ne avesse poi questo gran bisogno.

Truppi spazia liberamente tra il classico, il folk e il punk

L’ascolto delle tracce contenute nella raccolta Tutto L’Universo che accompagnerà questo passaggio sanremese potrà aprirvi alla sua penna così unica, che si tratti di brani altamente narrativi, quasi come un Gil Scott-Heron in salsa italica, come Amici nello spazio, urgente nel suo incedere anomalo, o il rockettone scombinato di Stai andando bene Giovanni, o la poesia dinoccolata di Conoscersi in una situazione di difficoltà, o un riferimento al passato, sempre che di passato si possa parlare andando a tirare in ballo il cantautorato, come ne Il mondo è come te lo metti in testa. Scegliere cosa estrapolare in una tracklist così ricca, 10 le canzoni proposte, è impresa davvero improba. Giovanni Truppi è capace di spaziare tra il classico, il folk, il punk, anche, il cantautorato classico, quello da cui è partito e a cui sembra a tratti voler fare ritorno, seppur con tutte le variabili che il suo sguardo di sghembo sul mondo consente e intima, un prontuario d’arte moderna in regalo in prima serata su Rai 1.

Ma il pubblico del Festival si merita uno come Truppi?

Si spera che si presenti sul palco dell’Ariston con la sua solita mise, canottiera e calzoni cachi, magari una chitarra elettrica imbracciata o un pianoforte verticale, pensato per stare appoggiato a muro, in questo caso buttato lì, senza un senso apparente, tanto per far capire che sì, un artista come lui si merita decisamente un palco come quello del Festival. Tocca solo capire se è il pubblico del Festival a meritarsi un artista come lui.