A Osaka il primo casinò del Giappone, scoppia l’ira dei cittadini

Fabrizio Grasso
12/04/2022

Osaka ospiterà il primo casinò del Giappone su un'isola artificiale. A lungo vietate, le sale sono diventate legali nel 2016. La struttura però spaventa i residenti per le infiltrazioni della criminalità organizzata e il possibile dilagare del gioco d'azzardo.

A Osaka il primo casinò del Giappone, scoppia l’ira dei cittadini

Il Giappone presto inaugurerà il suo primo casinò. A lungo illegali, sono stati ammessi dal governo solo nel 2016, a patto di essere parte integrante di resort con hotel e strutture per conferenze. La struttura sorgerà a Yumeshima, isola artificiale di Osaka ancora in costruzione e nota anche come “Dream Island”, dove è previsto un progetto da oltre 7 miliardi di dollari. Se per le autorità si tratta di un «motore di crescita per l’economia nazionale», la popolazione, però, non è dello stesso avviso. Preoccupano infatti i costi, la dipendenza dal gioco d’azzardo ed eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata, attratta dalle ingenti opportunità di guadagno.

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Il primo casinò del Giappone fra crescita economica e gioco d’azzardo

Il progetto del primo casinò è ora al vaglio del governo, che dovrà decidere se approvarlo o meno entro il 28 aprile. Come riporta il Guardian, il consenso è quasi certo dopo le parole del primo ministro Fumio Kishida che ha definito l’apertura del casinò «la chiave degli sforzi del Giappone per diventare leader nel turismo internazionale». L’obiettivo è infatti rendere il resort di Yumeshima – che nel 2025 ospiterà anche la nuova Expo mondiale – un’attrazione per gli stranieri dopo la fine dei blocchi per la pandemia da Covid. Fondamentale sarà però anche l’apporto dei cittadini locali che, secondo le stime, potrebbero portare a un guadagno di 20 miliardi di dollari all’anno.

L’isola di Yumeshima, a Osaka, ospiterà il primo casinò del Giappone. Protestano i cittadini, preoccupati da criminalità e gioco d’azzardo.
L’isola artificiale di Yumeshima in costruzione (Twitter)

Nonostante il divieto dei casinò, infatti, il Giappone vanta una storica tradizione di scommettitori. Corse di cavalli, motoscafi e keirin – specialità nipponica di ciclismo su pista – hanno generato miliardi di dollari nel solo 2020, anche se nulla in confronto al pachinko. A metà tra flipper e slot machine, secondo il Japan Productivity Centre questo arcade giapponese ha consentito di incassare quasi 100 miliardi di dollari in soli 12 mesi sfruttando la diffusa dipendenza dal gioco d’azzardo nel Paese. Una stima del 2017 infatti parlò di 3,2 milioni di persone assuefatte dal gioco, pari al 3,6 per cento dell’intera nazione.

L’opposizione della popolazione alla costruzione del casinò

L’assemblea cittadina ha già ricevuto più di 100 petizioni con la richiesta di sottoporre il progetto a referendum. Secondo i sondaggi, infatti, in Giappone circa il 60 per cento della popolazione sarebbe contrario ai casinò. Il governo ha comunque dichiarato che l’accesso sarà consentito solo previo pagamento di una quota di ammissione pari a 6 mila yen (circa 45 euro) al mese che garantirà un massimo di 10 ingressi. Inoltre il casinò occuperà solo il 3 per cento della superficie totale del resort di Yumeshima, lasciando spazio ad alberghi e altre sale di intrattenimento.

«Più che ai visitatori stranieri, il casinò sembra destinato solo ai giapponesi», ha detto al Guardian Teruo Sakurada, professore all’Università di Osaka e a capo di un gruppo che si batte contro la costruzione della struttura. «I cittadini locali pagheranno anche in futuro con l’aumento della dipendenza dal gioco». Intanto, in attesa dell’approvazione ufficiale del governo, i cittadini richiamano l’esperienza di Yokohama, dove un simile progetto è definitivamente naufragato lo scorso anno per l’opposizione pubblica.