Cem posto per te

Stefano Grazioli
03/11/2021

Il verde Özdemir, di origine turca, è in pole per il delicato ministero degli Esteri. Il liberale Lindner invece aspira alle Finanze. Mentre Baerbock pare destinata all'Ambiente. Il totoministri del futuro governo Scholz.

Cem posto per te

A fine mese potrebbero già essere concluse le trattative in corso per la formazione del nuovo governo e prima di Natale Olaf Scholz nominato cancelliere. Il condizionale è d’obbligo, anche se socialdemocratici (Spd), verdi (Grünen) e liberali (Fdp) per ora hanno dato l’impressione di voler arrivare in fretta all’accordo nero su bianco per la prossima legislatura, confinando definitivamente i conservatori di Angela Merkel all’opposizione.

Il totoministri dell’Ampelkoalition

Come sempre accade in Germania, i negoziati si concentrano molto sulla preparazione di un programma comune, di solito ben dettagliato, che dovrà essere poi approvato dai singoli partiti. Al di là del come l’inedita Ampelkoalition (coalizione semaforo, dai colori delle rispettive formazione, rosso, verde e giallo, in ordine di grandezza) riuscirà a trovare la linea di compromesso sui contenuti, a Berlino si specula su quali saranno i nomi e i volti del nuovo governo Scholz, soprattutto nelle posizioni chiave.

il totoministri della germania con Scholz
Olaf Scholz potrebbe essere nominato cancelliere prima di Natale (Getty Images).

La Spd mette le mani sui ministeri pesanti: dalla Salute alla Difesa e gli Interni

La Spd è il partito di maggioranza relativa e oltre a Scholz cancelliere avrà il più alto numero di ministri. Il partito, dopo l’euforia della vittoria quasi inaspettata contro i conservatori, è in fase di ristrutturazione. Il duo al vertice, Saskia Esken e Norbert Walter Borjans, si è spaccato dopo l’annuncio del ritiro di quest’ultimo, e la ricerca di un sostituto o di una nuova coppia al comando potrà incrociarsi con le ambizioni ministeriali dei pezzi grossi socialdemocratici. Se anche Esken dovesse lasciare per andare all’Istruzione i giochi sarebbero aperti sui due fronti. Su quello governativo ci sono comunque già punti fermi, come quello del ministro uscente del Lavoro Hubertus Heil che dovrebbe mantenere comunque il ruolo anche nella prossima legislatura. I socialdemocratici puntano anche alla Salute, anche se l’eccentrico Karl Lauterbach, che dall’inizio della pandemia ha abbandonato i suoi colorati papillon, dovrà cedere il passo a qualche altro compagno di partito in vista di una ricollocazione. A cambiar poltrona sarà probabilmente costretta anche la ministra dell’Ambiente uscente Svenja Schulze, visto che saranno i verdi a guidare il nuovo superministero, con chi è tutto da vedere. Alla Spd andranno poi la Difesa, dove in pole position c’è il segretario generale Lars Klingbeil e gli Interni.

Christian Lindner, leader della Fdp.

Il liberale Christian Lindner verso le Finanze

Olaf Scholz era con Merkel vice cancelliere e ministro delle Finanze, salito ora di grado lascia libero uno dei ruoli più ambiti, quello del tesoriere delle casse tedesche. E qui il favorito è il numero uno della Fdp Christian Lindner. I liberali sono il terzo partito in ordine di grandezza, ma vogliono far pesare i loro voti, evitando che il governo Scholz sposti il baricentro troppo a sinistra. Negli ultimi 12 anni le Finanze sono state gestite da Wolfgang Schäuble e Scholz e in un gabinetto di coalizione anche Lindner avrebbe in ogni caso un margine di manovra non assoluto. La questione è però forse quella più spinosa, perché al posto aspira anche Robert Habeck, in coppia con Annalena Baerbock alla guida dei Grünen. Ammesso e non concesso che Lindner ottenga ciò che vuole, uno dei altri due finirà all’Ambiente e l’altro dovrà spuntare il duello interno per gli Esteri con Cem Özdemir.

chi sono i possibili ministri del governo scholz
La verde Annalena Baerbock (Getty Images).

Cem Özdemir in pole per gli Esteri

L’ex segretario dei verdi, di origine turca, potrebbe essere la vera sorpresa e il volto della Germania all’estero, prendendo il posto del socialdemocratico Heiko Maas. Nel caso fosse Baerbock sarebbe una prima, con una donna alla testa del ministero. La candidata ambientalista alla cancelleria non ha fatto certo mistero delle sue ambizioni, nonostante una campagna elettorale catastrofica, ma anche dentro il partito c’è chi preferirebbe Özdemir, più esperto sul parquet internazionale e probabilmente più adatto nella gestione delle crisi in cui la Germania sta facendo da mediatrice, dall’Ucraina all’Iran. I commentatori più critici hanno suggerito a Baerbock di lasciar stare e occuparsi invece di ecologia nel nuovo ministero chiesto a gran voce proprio dai verdi. Un altro ministero ad hoc potrebbe essere quello della digitalizzazione, tema molto caro ai liberali, che non dovrebbero far fatica ad accaparrarsi al tavolo del do ut des. Con chi non si sa, ma se il capo della Fdp non la spuntasse nel duello con Habeck, allora riparerebbe lì. Insomma, novembre sarà il mese decisivo, sia per quel riguarda la stesura del contratto di coalizione che per la spartizione delle poltrone. È la prima volta che in Germania al governo ci saranno tre partiti e per accontentare tutti ci sarà appunto qualche ministero in più.