I giardini di Merz

Stefano Grazioli
24/01/2022

Il suo obiettivo è ricostruire un partito affondato. Facendo dimenticare la linea attendista di Angela Merkel e virando a destra per erodere voti all'AfD. Chi è il nuovo leader della Cdu con un passato nell'alta finanza.

I giardini di Merz

L‘era di Angela Merkel si è definitivamente chiusa lo scorso fine settimana, quando Friedrich Merz è stato eletto al vertice della Cdu, il partito cristiano-democratico tedesco. Dopo 16 anni alla Cancelleria e quasi 20 alla testa del partito, Merkel ha rifiutato la presidenza ad honorem dei conservatori, oltre che una cena riconciliatrice con il suo successore. La donna più potente della Germania, d’Europa e forse del mondo durante gli ultimi lustri, lascia una Cdu tutta da ricostruire, soprattutto dai banchi non facili dell’opposizione. Il compito è affidato a Merz, non proprio un giovane dalle grande visioni. A 66 anni è riuscito al terzo tentativo ad occupare quel posto che sognava già nel 1972, appena entrato nella Junge Union, l’organizzazione giovanile della Cdu.

Merz, l’anno zero della Cdu

Cinquant’anni dopo si trova con l’eredità di Merkel da gestire e un partito da rinnovare, per evitare di farlo sprofondare ancora più in basso. A capo della Cdu è stato eletto quasi all’unanimità, con il 95 per cento dei voti, un buon segnale, ma che non rappresenta certo la garanzia per il successo, visto quello che è capitato nel giro di un paio d’anni ai suoi due precedessori, Annegrete Kramp Karrenbauer e Armin Laschet. Ma se i due protetti di Merkel dal 2018 al 2021 si sono trasformati in due fiaschi per le proprie debolezze e quelle di un’allora Cancelliera ormai sul viale del tramonto, adesso Friedrich Merz riparte per così dire da zero, anche con un presidio del partito che ha messo in sostanza all’angolo Jens Spahn, l’ex ministro della Salute e uno degli ultimi superstiti, pur giovane, della cosiddetta vecchia guardia.

chi è Merz, il leader della cdu che succede a Merkel
Wolfgang Schaeuble e Friedrich Merz nel 2004 (getty Images).

Merz, la carriera al fianco di Schäuble e la rottura con Merkel

La rincorsa di Merz parte appunto da lontano ed è stata non proprio lineare. Dopo i primi anni nella Junge Union, viene eletto al Parlamento europeo nel 1989. Sono gli anni delle grandi trasformazioni in Europa, del crollo del Muro di Berlino e delle ideologie che hanno diviso il mondo al tempo della Guerra fredda. Entra al Bundestag della Germania riunificata sotto l’ala protettrice del cancelliere Helmut Kohl e, tra il 1996 e il 1998, è il capo della frazione parlamentare nella commissione Finanze. Di formazione giuridica, con gli studi tra Bonn e Marburg, Friedrich Merz ha sempre avuto una predilezione per le questione economiche, cresce nel partito vicino a Wolfgang Schäuble, futuro ministro delle Finanze nei governi Merkel dal 2009 al 2017. La scalata al vertice della Cdu è però interrotta proprio a causa della nuova leader dei conservatori, che ha raccolto il testimone da Kohl. Merkel, abituata a far piazza pulita dei propri avversari interni, costringe di fatto Merz alla resa, con l’abbandono del parlamento dal 2009.

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Angela Merkel e Friedrich Merz nel 2000 (Getty Images).

La parentesi finanziaria: da Commerzbank a BlackRock

Per una decina d’anni, lontano dalla politica attiva, si occupa principalmente di cose economiche, per aziende e società tedesche e internazionali, dalla Commerzbank ad Axa, da Basf a Hsbc. Per quattro anni, dal 2016 al 2020 e al vertice della filiale tedesca di BlackRock, il gigante statunitense della finanze. Merz è un uomo dai numerosi contatti nel mondo dell’economia e della finanza ed è da sempre impegnato in diverse organizzazioni, soprattutto quelle transatlantiche, dall’Atlantik Brücke che coltiva i rapporti tra Berlino e Washington alla Commissione Trilaterale. Nonostante questo però, il ritorno alla politica nel 2018 non è dei migliori e vede sfumare il posto di successore di Merkel prima di fronte a Kramp Karrenbauer e poi nel 2020 a Laschet. Il resto è storia più recente.

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Friedrich Merz è stato eletto leader della Cdu con il 95 per cento dei consensi (Getty Images).

Il piano è spostare il partito a destra per sottrarre voto alla AfD

Friedrich Merz ha raggiunto finalmente all’inizio del 2022 l’obiettivo che si era prefisso, ora inizia però la parte più difficile. Vuole spostare il partito più a destra, dare maggior profilo rispetto alla linea spesso e volentieri attendista di Merkel, strappare voti alla Alternative für Deutschland, il partito di estrema destra che soprattutto nell’Est del Paese ha eroso l’elettorato dell’Unione. I primi appuntamenti non si faranno attendere, con le elezioni regionali a marzo nel Saarland e a maggio in Schleswig-Holstein e Nordreno-Vestfalia, dove la Cdu è al governo. Vittorie nette dei cristianodemocratici rafforzerebbero non solo la posizione di Merz alla guida del partito, ma anche quella dell’opposizione a Berlino, con la Ampelkoalition di Olaf Scholz che non h ancora ingranato la marcia giusta di fronte a pandemia e crisi internazionali.