Il quartiere a impatto zero

Camilla Curcio
12/11/2021

Ideato da Norbert Klebl, il villaggio Geos ad Arvada in Colorado è la dimostrazione che la sostenibilità non è solo uno slogan. E vivere senza emissioni è possibile. Ora però questa oasi green è a rischio.

Il quartiere a impatto zero

Vivere in maniera sostenibile e a impatto zero non è una missione impossibile. A dimostrarlo Geos, un quartiere green di Arvada, in Colorado, dove ogni abitazione è provvista di pannelli solari e di un gregge di capre per tenere in ordine i prati e liberarsi delle erbacce. 

In cosa consiste il progetto del quartiere Geos

Il progetto è nato 15 anni fa dall’intuizione dell’austriaco Norbert Klebl. L’ingegnere voleva dimostrare che costruire e gestire un complesso di case senza incrementare le emissioni di CO2 fosse un obiettivo facilmente raggiungibile a partire dalle tecnologie già in uso. «In Austria, ho visto da vicino come le persone scelgono senza difficoltà di adottare uno stile di vita eco-friendly. Una decisione che consente loro di mettere in piedi un ecosistema di gran lunga più salubre di quello a cui siamo abituati nei sobborghi delle grandi metropoli», ha spiegato alla Cnn. «Volevo importare questo modello qui in America perché penso che la sostenibilità parta, prima di tutto, dalla comunità». E così è stato. Klebl e il suo team hanno costruito con cura ogni singolo metro quadro delle 28 unità abitative di Geos. Nulla è stato lasciato al caso: la loro disposizione a scacchiera, ad esempio, è stata strategica perché, in questo modo, tutte sono illuminate dalla luce del sole, non finiscono per farsi ombra a vicenda e accedono ad energia pulita attraverso gli impianti installati sui tetti. In più, ciascuna villetta è dotata di lavatrici ed asciugatrici a risparmio energetico, luci LED, finestre con triplo vetro perfettamente isolate, garage con stazioni di ricarica per i veicoli elettrici e ovini che fungono da tosaerba naturali. Alcune, addirittura, usufruiscono anche di pompe geotermiche che, utilizzando il terreno come fonte energetica primaria, accumulano calore per riscaldare le stanze durante l’inverno. 

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L’ombra del gas naturale sul villaggio green

Tuttavia, gli intoppi non sono mancati. A novembre 2020, infatti, Klebl si è trovato costretto a vendere i lotti di terreno non ancora edificati al Peak Development Group per chiudere un divorzio. Inizialmente, gli acquirenti gli avevano garantito che avrebbero seguito alla lettera i suoi standard, completando il quartiere con altre 215 case sostenibili. La scorsa primavera, però, hanno improvvisamente cambiato direzione. Dream Finders, l’impresa edile a cui il gruppo si è appoggiato, e la città di Arvada hanno iniziato a installare tubature di gas naturale per i nuovi immobili. Nonostante Geos avesse ampiamente dimostrato di poter sopravvivere senza l’apporto di combustibili fossili. Chad Ellington, il dirigente del gruppo, si è giustificato dicendo che la visione di Klebl, che era riuscito a mettere in piedi solo una parte del villaggio ecologico in oltre 10 anni, era stata un completo fallimento. Brianna Titone, voce del quartiere alla Camera dei Rappresentanti del Colorado, si è schierata dalla parte dei residenti e ha acceso i riflettori sulla loro battaglia. «Legalmente, non hanno strumenti per imporre al costruttore cosa fare, con quelle case può farci quel che vuole», ha sottolineato. «Però possiamo far conoscere alle altre città i vantaggi e l’efficacia del modello di Geos per far sì che si diffonda il più possibile e il Colorado abbia buone possibilità per diventare una guida nella lotta alla crisi climatica». 

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I residenti di Geos non si arrendono

Fino a ora, si è trattato di speranze vane. Nonostante le numerose richieste di aiuto, l’amministrazione di Arvada si è defilata, sostenendo di non avere l’autorità per pronunciarsi sulla questione, e Peak Development Group ha continuato a screditare il progetto di Klebl, definendolo «economicamente non sostenibile». I proprietari delle abitazioni dal canto loro hanno organizzato manifestazioni e sit in. «Questa storia dell’esperimento fallito è una grande menzogna», ha aggiunto l’ingegnere Dar-Lon Chang, «in più, mette in grave pericolo il passaggio da gas metano a energia rinnovabile, necessario per arginare l’emergenza climatica. Non chiediamo una decarbonizzazione di tutto il centro urbano ma solo che i nuovi immobili del Geos rispettino le direttive del piano edilizio originario». Nonostante i problemi, il successo dell’idea non è mai davvero tramontato. E ancora oggi sono molte le famiglie interessate a una sistemazione nell’area, anche a costo di pagare somme non proprio economiche.