Uomini che odiano le Donnet

Luca Di Carmine
03/11/2021

Il senatore Pd D'Alfonso e il 5 stelle Fenu propongono un ddl per regolare la lista del cda rendendo incandidabili i manager in carica da sei anni. L'ad di Generali lo è dal 2016. Una coincidenza?

Uomini che odiano le Donnet

Finora, almeno alla luce del sole, la politica era rimasta a guardare. Non si era ancora intromessa in quella che viene considerata la madre di tutte le battaglie finanziarie, ovvero la guerra per il controllo delle Assicurazioni Generali, che vede due fronti contrapposti: quello capeggiato da Mediobanca, da quasi sempre socio di riferimento della compagnia, e quello dello scatenato due Del Vecchio-Caltagirone, che a Trieste vorrebbe cambiare tutto, in primis l’amministratore delegato Philippe Donnet, accusato di una gestione non conforme al ruolo che Generali dovrebbero giocare sullo scenario internazionali.

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Un disegno di legge per regolare la lista del Consiglio

Siccome la situazione è in stallo, e nonostante i continui reiterati acquisti di azioni del Leone, i due arzilli imprenditori non hanno la maggioranza in consiglio d’amministrazione, ecco che ci pensa la politica a dar loro una mano. Almeno nelle intenzioni, perché un ddl non fa primavera e, come dimostrano le esperienze di questi giorni, portarlo ad approvazione definitiva non è una passeggiata. Ma cosa hanno pensato bene di inventarsi i senatori Luciano D’Alfonso del Pd (presidente della Commissione finanze e Tesoro)  e Emiliano Fenu del Movimento 5 stelle firmatari della proposta? La loro attenzione si è concentrata sulla lista del consiglio d’amministrazione, ovvero quella forma di governance dove è il consiglio uscente a nominare la lista dei futuri amministratori da portare in approvazione all’assemblea.

Il caso di Generali e l’ineleggibilità degli attuali vertici

Per D’Alfonso e Fenu la lista del consiglio, formula di derivazione americane, rischia di essere uno strumento che perpetra il dominio dei manager a scapito degli azionisti. O il dominio stesso di alcuni soci, che dietro la formula che garantisce l’autonomia dei manager fanno surrettiziamente passare una loro rendita di posizione. Tanto per non stare nel vago (ma i due firmatari il riferimento a Generali ovviamente non lo fanno mai), la lista del Cda delle Generali sarebbe la strada attraverso la quale Mediobanca garantisce la sua presa sulla società. Che fare dunque per evitare che l’abuso diventi uno strumento di potere a danno degli azionisti? I due senatori propongono che della lista del consiglio non possano far parte manager in carica da sei anni. Sempre, ma per pura necessità esemplificativa, facendo riferimento alla situazione triestina, Donnet è amministratore delegato dal 2016 e Gabriele Galateri presidente dal 2011. Ergo nella prossima assemblea dell’aprile 2022 dove si rinnova il consiglio i due non sarebbero ricandidabili.