Gender gap, a breve ok definitivo al ddl sulla parità salariale

Redazione
20/10/2021

La senatrice Pd Fedeli: «Un impegno condiviso che adesso va realizzato e concretizzato». L’Italia è al 63 esimo posto al mondo nella parità dei sessi.

Gender gap, a breve ok definitivo al ddl sulla parità salariale

«Dopo il via libera all’unanimità alla Camera, responsabilità della politica e del Parlamento è approvare in tempi rapidi il ddl sulla parità salariale anche al Senato. Una legge che contiene tutti gli elementi per far compiere all’Italia quel salto necessario a colmare un gap ormai insostenibile». Lo afferma in una nota la senatrice Pd Valeria Fedeli, componente della commissione Lavoro e relatrice sul provvedimento, che ha già incassato il via libera della Camera dei Deputati.

Gender gap, Italia 63 esima al mondo per parità

«Oggi il divario salariale tra donne e uomini può arrivare nel privato fino al 20 per cento a parità di mansione e di ore lavorate. Una donna su tre lavora in forma part time non volontaria; l’11 per cento delle madri con almeno un figlio non ha mai lavorato, un tasso tre volte superiore alla media europea», continua Fedeli, che poi sottolinea: «Secondo l’INPS, inoltre, le lavoratrici madri hanno una retribuzione del 12 per cento inferiore a una lavoratrice senza figli». Dopo un anno di pandemia, in un panorama tutt’altro che roseo, nella classifica stilata dal World Economic Forum a marzo 2021 relativa al gender gap (o meglio alla sua assenza), l’Italia ha guadagnato 13 posizioni salendo dal 76 esimo al 63 esimo posto, restando comunque tra i peggiori Paesi in Europa.

Gender gap, sanzioni per chi presenta informazioni false

Nel provvedimento che prossimamente sarà discusso e (ci si augura) approvato in Senato è previsto, aggiunge Fedeli, «un rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile per avere indicatori precisi su stato delle assunzioni, formazione, promozione professionale, passaggi di qualifica, mobilità, integrazione salariale», nonché sanzioni per chi non lo presenta o trasmette informazioni false, mentre al contrario ci sarà «il riconoscimento di un punteggio premiale per sgravi contributivi e accesso alle gare d’appalto e fondi europei». Le regole delle aziende private previste dalla legge Golfo Mosca, spiega Fedeli, si estenderebbero così anche a quelle pubbliche, per quanto riguarda la rappresentanza di genere ai livelli apicali. Un impegno, quello per la cancellazione del gap salariale, «assunto e condiviso con tante donne, associazioni, reti, forze politiche, sociale, sindacali e anche imprenditoriali che adesso va realizzato e concretizzato».