Scholz non nazionalizza Gazprom Germania per non irritare Putin

Redazione
15/06/2022

Il cancelliere tedesco ha respinto la proposta avanzata dal ministro dell'Economia Habeck. Il governo è pronto a stanziare 10 miliardi di dollari per il salvataggio della società.

Scholz non nazionalizza Gazprom Germania per non irritare Putin

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha respinto la proposta di nazionalizzare completamente Gazprom Germania avanzata dal ministro dell’Economia Robert Habeck per timore che tale decisione avrebbe potuto irritare Vladimir Putin e portare a un’escalation della situazione di stallo sulle importazioni di gas russo. Lo riporta Bloomberg, citando fonti ben informate. 

Berlino pronto a stanziare 10 miliardi di dollari per salvare l’ex Gazprom Germania

Ad aprile il governo tedesco aveva messo in gestione fiduciaria l’ex filiale di Gazprom per un periodo fino al 30 settembre, rinominandola il 14 giugno Securing Energy for Europe. Inoltre, secondo Bloomberg, Reuters e Der Spiegel, le autorità tedesche intendono stanziare circa 10 miliardi di dollari per salvarla da un possibile fallimento. Martedì il governo ha spiegato che il prestito sarà fornito dalla banca statale KfW Group e in parte potrebbe essere convertito in una partecipazione diretta sotto una nuova forma di amministrazione fiduciaria, senza però fornire dettagli sulle cifre.

Le sanzioni a Gazprom potrebbero costare ai tedeschi 5 miliardi l’anno

A fine marzo, Gazprom aveva cessato la sua partecipazione in Gazprom Germania e nelle sue controllate. L’11 maggio, insieme ad altre 30 società straniere, il colosso del gas russo era finito sotto sanzioni e aveva interrotto le forniture al suo braccio tedesco. Da allora, l’autorità di regolamentazione dell’energia Bundesnetzagentur, in qualità di fiduciario, ha dovuto acquistare gas sostitutivo sul mercato per adempiere ai contratti di fornitura con i servizi municipali tedeschi e i fornitori regionali. E questo, secondo fonti del settore sentite a inizio mese dalla Welt am Sonntag, potrebbe costare ai contribuenti e ai consumatori tedeschi altri cinque miliardi di euro l’anno oltre ai 3,5 attuali. Dopo essere stata messa in amministrazione fiduciaria, Gazprom Germania ha dovuto affrontare problemi di liquidità, rischiando di trascinare con sé i distributori di gas sia in Germania sia nel Regno Unito, tra cui Wingas GmbH e Gazprom Marketing & Trading Retail Ltd. che opera come Gazprom Energy. «Con questo approccio, il governo federale mantiene la sua influenza su questa parte delle infrastrutture energetiche critiche e impedisce che la sicurezza energetica sia messa in pericolo», è stato il commento ufficiale del governo. In questo modo, ha aggiunto, si eviterà sia l’insolvenza della società sia «un effetto a cascata sul mercato». Il gruppo infatti possiede il più grande sito di stoccaggio del gas della Germania e impiega un team commerciale globale con filiali fino a Londra e Singapore.