Fringe benefit, raddoppio anche per il 2022 con il Decreto Aiuti bis: cosa sono

Claudio Vittozzi
04/08/2022

Grazie al Decreto Aiuti Bis raddoppiano i fringe benefit anche per il 2022: vediamo cosa sono e a cosa servono.

Fringe benefit, raddoppio anche per il 2022 con il Decreto Aiuti bis: cosa sono

Raddoppiano i fringe benefit nel 2022. Grazie al Decreto Aiuti bis questi “benefit secondari” per dipendenti potranno essere erogati in larga misura: vediamo cosa sono, a cosa servono e cosa prevede il provvedimento del governo.

Fringe benefit: cosa sono?

Per fringe benefit si intendono tutti i benefici secondari, non in denaro, che un dipendente di un’azienda può ottenere. Si tratta per esempio di telefoni aziendali, computer aziendali, tablet e molto altro ancora come auto aziendali, polizze assicurative e buoni pasto. Lo scopo principale di tali benefit è quello di aumentare la produttività di ogni dipendente, mettendo a sua disposizione dispositivi e strumenti che possono aiutarlo a svolgere il lavoro nel migliore dei modi.

Molte aziende decidono di inserirli nei programmi di welfare aziendale per motivare i propri dipendenti e gratificarli. Tuttavia, i fringe benefit che un’azienda può erogare hanno un tetto massimo da rispettare. Questo limite era stato ritoccato nel 2020 e nel 2021 e ora, anche per il 2022, le imprese potranno avere più libertà nel concedere benefici ai dipendenti.

Fringe benefit raddoppiati nel 2022 grazie al Decreto Aiuti bis

Il Decreto Aiuti bis 2022 prevede infatti che la soglia dei benefit secondari passi da 258,23 euro a 516,46 euro. Ciò vuol dire che il limite massimo su base annuale è stato raddoppiato. Si ricorda che l’uso dei beni aziendali che rientrano in questa somma annuale non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF: solo le somme che superano tale limite possono infatti modificarlo.

Nel dettaglio, il Decreto Aiuti bis 2022 riprende le misure degli scorsi anni, vale a dire 2020 e 2021, e al suo interno si legge che l’agevolazione per i fringe benefit verrà estesa “limitatamente ai periodi d’imposta 2020, 2021 e 2022“. A quanto pare, per quest’anno le risorse che il governo ha intenzione di mettere a disposizione equivarrebbero a circa 85,8 milioni di euro. Si tratta tuttavia ancora di ipotesi e per le notizie ufficiali occorre attendere l’approvazione del Consiglio dei Ministri e la successiva pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.