Fratelli d’Italia “bad company” di Forza Italia e altre pillole del 23 agosto

Luca Di Carmine
23/08/2022

Sentendo i nomi di Tremonti, Pera e Ardesi, in molti pensano che Fratelli d'Italia sia la "bad company" di Forza Italia. Unipol nelle sale con un film contro Israele. E l'animalista Brambilla catapultata a Gela. Le chicche di Tag43.

Fratelli d’Italia “bad company” di Forza Italia e altre pillole del 23 agosto

«Fratelli d’Italia? Guardando la lista dei loro candidati, è la “bad company” di Forza Italia». È questo il commento che circola tra i politici dopo aver guardato l’elenco degli aspiranti deputati e senatori del partito di Giorgia Meloni. Qualcuno, tra i più disinvolti, si arrischia in un “bed company”, ma la questione riguarda anche i maschi. Si comincia con Giulio Tremonti, ovviamente, riportato nel ruolo di protagonista dopo anni di oblio, anche perché il suo rapporto con Mario Draghi è sempre stato pessimo. Una specie di “Conte di Montecristo”, insomma, che torna per vendicarsi di chi è arrivato dopo di lui sulla poltrona di ministro dell’Economia. Segue, a ruota, Marcello Pera: l’ex presidente del Senato, forzista da una vita, non aveva più riscosso grande seguito nel giro dei berlusconiani. Ma la “bad company” funziona su tutti i fronti e vale anche per Noi moderati: basta fare i nomi di Mariarosaria Rossi, candidata con i centristi, e di Alessia Ardesi, in lista con i meloniani, per scatenare la memoria dei forzisti storici, pronti a cercare sull’iPhone vecchi articoli dove si parlava di Silvio Berlusconi e delle sue “protette”. La Rossi, che aveva avuto una “infatuazione” per Giuseppe Conte tanto da lasciare Forza Italia per consentire la nascita di un terzo governo del leader grillino, è riuscita ad agguantare un collegio uninominale in Campania. Un autentico colpaccio, che le permetterà di tornare in parlamento. Poi c’è la Ardesi, la “metà” di Alberto Castelvecchi, presenza continua in alternanza con il partner dalla tribuna della rassegna stampa di RaiNews24 fino a pochi giorni fa: se lui per qualche mese è stato consulente della forzista presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, per lei ora c’è un magnifico seggio in vista, grazie alla candidatura in Lombardia con la Meloni nella circoscrizione plurinominale Lombardia 3 alla Camera dei deputati. Su Repubblica, 6 anni fa, Tommaso Ciriaco e Carmelo Lopapa scrissero, nell’articolo “Forza Italia, Berlusconi licenzia il cerchio magico”: «Via Mariarosaria Rossi, Deborah Bergamini e Alessia Ardesi, dentro uomini azienda e fedelissimi del vecchio corso. Così ha stabilito il board che ha in mano l’impero dell’ex Cavaliere, i provvedimenti formali nei prossimi giorni. Una mossa studiata da Fedele Confalonieri e Marina Berlusconi, Gianni Letta e Niccolò Ghedini, per sottrarre il leader all’abbraccio soffocante dei pretoriani di Arcore, in vista dell’uscita del “patriarca” dal San Raffaele». E poi: «La prima a cadere, ha sentenziato il “direttorio” politico-familiare, sarà la senatrice Rossi. Tesoriera, amministratrice unica, di fatto plenipotenziaria del partito in questi anni, con in tasca il diritto di firma: potere di vita e di morte sulle liste». Quindi, «Alessia Ardesi. A lungo ombra di Rossi e Pascale, sarà rimossa dallo staff presidenziale e destinata ad altro incarico. Trattandosi di una giornalista, sembra sia stata valutata anche la possibilità di un approdo al Tg5». Del terzetto, l’unica rimasta in Forza Italia è la Bergamini, con un bel collegio uninominale in Toscana.

Fratelli d'Italia "bad company" di Forza Italia e altre pillole del 23 agosto
Silvio Berlusconi con Marcello Pera e Pierferdinando Casini. (Getty)

Unipol nelle sale cinematografiche con un film contro Israele

Sinistra antisemita? Le polemiche sull’argomento non mancano in questi giorni, tanto da aver causato il ritiro del candidato Raffaele La Regina da capolista del Partito democratico per aver scritto, in passato, frasi contro Israele. Negli ambienti diplomatici è stato notato l’arrivo nelle sale cinematografiche, dal 25 agosto, di un film intitolato 200 metri: una pellicola “Unipol Biografilm Collection”, definita come «emozionante esordio del regista palestinese Ameen Nayfeh», nato nel 1988. Di che si tratta? Lo dice lo stesso autore: «È la mia storia, è la storia di migliaia di palestinesi e, sicuramente, le storie possono cambiare la vita. In Palestina siamo abituati ad adattarci a nuove situazioni, a fare come viene detto e a camuffare i nostri sentimenti. Ma questo non dovrebbe essere più accettabile. La libertà di movimento è un diritto umano fondamentale che appare come una favola in una realtà così brutale. Il protagonista Mustafa ha obbedito alle regole, ha sopportato l’umiliazione e ha fatto come gli è stato detto per garantirsi una piccola possibilità di stare con la sua famiglia, ma quando quelle stesse regole che lo hanno alienato mettono in pericolo i suoi cari e il senso della paternità, potrà ancora obbedire?».

La storia è questa: «Mustafa e sua moglie Salwa vivono in Palestina, in due paesi distanti solo duecento metri, ma divisi dalla barriera di separazione israeliana. Alla sera, quando tutto diventa buio, Mustafa accende una luce sul suo balcone per augurare la buonanotte alla moglie e ai figli che sono dall’altra parte e che, a loro volta, rispondono con un segnale. Quando però uno dei suoi figli è vittima di un incidente, all’uomo non resta che precipitarsi al checkpoint dove gli viene negato l’accesso, senza margine di trattativa. Disperato, chiede aiuto a un contrabbandiere per oltrepassare il muro: i 200 metri si trasformano in un’odissea di 200 chilometri, alla quale si uniscono altri viaggiatori determinati a superare e sconfiggere quella barriera». La pellicola ha ricevuto il “Premio del Pubblico” alle Giornate degli Autori a Venezia77 e riconoscimenti in altri festival internazionali, tra cui miglior film e miglior attore: distribuzione Unipol Biografilm Collection con I Wonder Pictures. Certo, promuovere un film così impegnativo durante la campagna elettorale può essere rischioso, specie se qualche candidato alle politiche lo va a vedere ed esprime poi dichiarazioni destinate a creare nuove polemiche.

Fratelli d'Italia "bad company" di Forza Italia e altre pillole del 23 agosto
Michela Vittoria Brambilla. (Getty)

La Brambilla? Da Abbiategrasso a Gela

Michela Vittoria Brambilla corre a Gela come candidato indipendente. Catapultata in Sicilia in quello che viene ritenuto da Forza Italia come un collegio blindato, invece di correre ad Abbiategrasso. Per l’animalista più amata dal Cavaliere, un seggio sicuro: quello dove doveva tornare è notoriamente terra di un altissimo numero di cacciatori. Dal Nord si emigra al Sud, almeno per conquistare una poltrona. Si legge su Ticino Notizie un curioso commento: «Non ci mancherà»…