Finanziamenti russi, Volker accusa Fdi e Lega: Meloni annuncia querele

Debora Faravelli
14/09/2022

Il diplomatico ritiene che ci sia stata qualche assistenza da Mosca a favore del partito di Giorgia Meloni. Che, certa di non ricevere finanziamenti stranieri, ha già minacciato querele. 

Finanziamenti russi, Volker accusa Fdi e Lega: Meloni annuncia querele

Kurt Volker, ex ambasciatore americano alla Nato col presidente Bush e inviato speciale per l’Ucraina con Trump, ha commentato il contenuto del documento firmato da Anthony Blinken secondo cui la Russia avrebbe speso oltre 300 milioni di dollari dal 2014 nel tentativo di condizionare politici e funzionari in diversi paesi occidentali. Il presidente del Copasir Adolfo Urso ha affermato che l’Italia non è presente nell’elenco, ma l’ex ambasciatore ha insinuato che «le simpatie per Mosca della Lega e di Berlusconi erano note, ma ora il ritornello costante è che anche Fratelli d’Italia abbia ricevuto qualche aiuto».

Kurt Volker (Getty Images)

Volker sui finanziamenti russi ai partiti

Intervistato da Repubblica, Volker ha infatti sostenuto che, da anni, i russi cerchino di promuovere «la divisione nelle nostre società e fra i nostri paesi» e che, con qui 300 milioni, abbiano migliorato le prospettive di alcuni partiti. Tra questi ha citato quello di Marine Le Pen in Francia e quello di Giorgia Meloni in Italia, spiegando che non è un caso che la denuncia della segreteria di Stato americana sia avvenuta a dieci giorni dalle elezioni italiane: «C’è la preoccupazione che un governo di estrema destra da voi sia più favorevole alla Russia».

E ancora, a chi gli ha chiesto se davvero l’allarme riguardi anche quello che i sondaggi danno come primo partito, ha così risposto: «Non ho prove dirette personali, ma è un ritornello costante che c’è stata qualche assistenza. Se guarda bene la loro linea politica, alcuni aspetti riflettono le posizioni russe». In più, ha fatto notare, la straordinaria crescita di Fdi nell’ultimo anno «obbliga a porsi domande su quali siano le fonti dei loro finanziamenti, delle posizioni prese e dell’aumento della popolarità». Parole che non considerano che l’aumento del gradimento del partito è avvenuto in maniera graduale dalle precedenti elezioni in conseguenza delle scelte sia proprie che delle altre forze politiche al governo.

L’ex ambasciatore si è quindi spostato sugli altri due partiti di centrodestra, spiegando che per la Lega «ci sono le prove quanto meno delle discussioni avvenute sui finanziamenti russi» (il riferimento è alle conversazioni di Savoini al Metropol) e che sospetti sono presenti anche su Forza Italia: «È interessante che Berlusconi non fosse così filo russo quando aveva fatto il premier la prima e la seconda volta, ma alla terza è completamente cambiato. Ha sviluppato uno stretto rapporto personale con Putin, e forti relazioni di business con la Russia».

Meloni minaccia querele

A poche ore dalla pubblicazione dell’intervista, Giorgia Meloni è intervenuta minacciando querele al quotidiano con l’accusa di averla diffamata. Dato che il titolo dell’articolo allude a contenuti che poi non ci sono nel colloquio (Volker ha ribadito di non avere prove dei finanziamenti russi a Fdi, che rimangono quindi solo un sospetto), «non mi sembra un buon modo di fare giornalismo né di fare l’ambasciatore quello di lanciare accuse dicendo poi che non ci sono le prove».

Giorgia Meloni (Getty Images)

Intervistata da Radio 24, ha quindi dichiarato che «o ci forniscono le prove, o dovremo querelarli». Consapevole che non salteranno fuori perché, ha sostenuto, Fratelli d’Italia non prende soldi da stranieri, «credo che la querela sia inevitabile».

Anche il Copasir rassicura

Dal canto suo, il presidente del Copasir Adolfo Urso ha dichiarato di essersi confrontato con Franco Gabrielli sul rapporto dell’intelligence Usa e spiegato che «al momento non esistono notizie che ci sia l’Italia tra i Paesi coinvolti». Parole che sembrano dar ragione alla presidente di Fdi e smentire che tra i partiti finanziati dalla Russia a partire dal 2014 ci siano anche quelli italiani.

«Io sono stato colto di sorpresa dalla notizia di questo dossier anche perché noi siamo l’organo di controllo e non ne avevamo avuto notizia. L’ingerenza straniera esiste, Cina e Russia cercano di delegittimare e sottomettere la nostra democrazia, ma noi dobbiamo garantire una campagna elettorale serena. Non dobbiamo far credere loro che il voto nei nostri paesi non conti nulla e che sono in grado di condizionarlo», ha aggiunto.