Federico Pizzarotti lascia il Terzo Polo: «Non ci sono stati spazi seri per noi»

Debora Faravelli
22/08/2022

L'ex M5S ha accusato Italia Viva e Azione di aver lasciato spazio soltanto alle loro classi dirigenti senza aprirsi ai rappresentanti dei territori.

Federico Pizzarotti lascia il Terzo Polo: «Non ci sono stati spazi seri per noi»

L’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che avrebbe dovuto candidarsi alle prossime elezioni con il Terzo Polo, ha annunciato di essersi ritirato dalla corsa. L’ex esponente del Movimento Cinque Stelle ha affermato di non essere stato messo nelle condizioni di gareggiare seriamente e poter concretizzare una rappresentanza adeguata della lista civica nazionale.

Federico Pizzarotti lascia il Terzo Polo

«La mia partecipazione alle elezioni politiche finisce qui, cioè non inizia». Queste le parole con cui il diretto interessato ha annunciato la rinuncia alla sua candidatura in Senato. L’uomo avrebbe infatti dovuto comparire nelle liste delle circoscrizioni di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, ma non come capolista – e quindi in una posizione difficilmente eleggibile.

La sua opinione è che, nel polo creato da Calenda e Renzi, non ci siano stati spazi seri per candidature non direttamente collegate ad Azione e Italia Viva: «La scelta conservativa e poco coraggiosa è stata quella di salvare l’attuale dirigenza senza aprirsi a rappresentanti dei territori e di persone che potessero far crescere questo nuovo soggetto». Stesso motivo, a suo dire, per cui sarebbe rimasto fuori anche Gabriele Albertini e altri amministratori che avrebbero potuto offrire un contributo e un messaggio di apertura e pluralità.

L’accusa a Italia Viva e Azione

Pizzarotti è quindi passato a spiegare in dettaglio come sono andati i colloqui con i leader dei due principali partiti: «Da loro ho ricevuto un caloroso benvenuto e, oltre la parola e una stretta di mano, non mi sembrava servissero altre rassicurazioni. Avevano specificato che una parte delle candidature sarebbe stata aperta, un 10% avevano riportato i giornali, ma l’effetto reale è stato avere solo due proposte». Non che si aspettasse una candidatura blindata, ha chiarito, ma almeno di poter essere messo nelle condizioni di competere seriamente e avere una rappresentanza adeguata.

L’ex primo cittadino parmense ha quindi concluso con uno sguardo al suo futuro politico, annunciando l’intenzione di voler proseguire a creare una lista civica nazionale che convogli le migliori energie che emergono dai territori, dalle amministrazioni locali e dall’associazionismo: «Un obiettivo che mi pare quanto mai necessario e utile per dare alla politica nazionale quei valori e quel buon senso che a volte mi sembra aver smarrito».