Facebook può sospendere i no vax e cancellare i post con disinformazione sanitaria

Claudio Vittozzi
08/09/2022

Arriva la decisione del Tribunale di Varese in seguito al caso di una donna che si è vista bloccare il suo profilo e i suoi post

Facebook può sospendere i no vax e cancellare i post con disinformazione sanitaria

Facebook può sospendere i post con disinformazione sanitaria e gli utenti no vax. A stabilirlo è stato il Tribunale di Varese dopo la polemica scatenata da una donna. Ecco cosa è successo nei dettagli.

Il social Facebook può sospendere gli utenti che promuovono materiale no vax e addirittura cancellare i post con disinformazione sanitaria.

Il caso della donna bloccata da Facebook perché no vax

Il caso si origina dai post di una donna, che ha condiviso sul proprio profilo personale di Facebook il video di una parlamentare, che definiva i vaccini contro il Covid-19 come iniezioni letali e aveva incoraggiato gli altri utenti a rifiutare la somministrazione. La donna, che già in precedenza aveva condiviso contenuti contro i vaccini, non ha commentato il discorso della parlamentare ma lo ha condiviso anche nel gruppo che amministrava. Il social network ha agito di conseguenza con la rimozione del post e ha poi sospeso l’account della donna per 30 giorni, bloccando la sua partecipazione ai gruppi.

Per Facebook, infatti, i contenuti violavano le condizioni contrattuali che vietano la pubblicazione di contenuti dannosi e informazioni false sul Covid-19, perché pericolosi per la salute pubblica. A quel punto, per difendersi, la donna si è rivolta al Tribunale di Varese, affermando che le condizioni di utilizzo del social network sono norme unilaterali dal contenuto vessatorio e in contrasto con la libertà di espressione sancita dall’articolo 21 della Costituzione.

Il social Facebook può sospendere gli utenti che promuovono materiale no vax e addirittura cancellare i post con disinformazione sanitaria.

La decisione del Tribunale di Varese

I social network come Facebook possono sospendere gli account degli utenti no vax e rimuovere i contenuti che veicolano disinformazione sanitaria. Lo ha deciso e stabilito il Tribunale di Varese con l’ordinanza 1181 depositata lo scorso 2 agosto dal giudice Recalcati, che fa il punto sulla complessa questione del controllo delle piattaforme sui contenuti pubblicati dagli utenti.

Una pronuncia che sembra andare controcorrente rispetto ai tanti precedenti giurisprudenziali intervenuti a tutela degli utenti ingiustamente bannati dal social network. In questo caso specifico il Tribunale è stato più severo, perché con precisione ha evidenziato come i diritti degli utenti trovano limiti ben definiti a fronte di situazioni di emergenza e di rischio.