Mamma montata

Redazione
30/06/2021

Veronique Rabiot, sorpresa a litigare con le famiglie di Mbappé e Pogba, è solo l'ultimo esempio di genitore invadente. Da Zaniolo a Vieri, passando per Totti è lunga la lista delle donne che si sono fatte gli affari dei figli.

Mamma montata

L’ultimo episodio chiarisce bene, ma forse non in maniera completa, che personaggio sia Veronique Rabiot: la madre di Adrien, centrocampista francese della Juventus, dopo l’eliminazione dei Bleus dall’Europeo contro la Svizzera, ha litigato con le famiglie di Paul Pogba e Kylian Mbappé, come lei in tribuna. “L’accusa” pare fosse quella di viziare i propri figli, rendendoli arroganti. Eppure, nella relativamente breve carriera di Rabiot, proprio Veronique ha giocato un ruolo importantissimo, indirizzando in maniera decisiva il percorso di Adrien. Non il primo caso, nemmeno l’ultimo: il mondo dello sport è pieno di storie di genitori che, ritenendo di fare le scelte migliori, hanno preso il controllo della vita dei figli condizionandola pesantemente. A volte ottenendo grandi risultati, altre volte meno.

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Adrien e Veronique Rabiot

Nato nella periferia di Parigi in una famiglia tranquilla, Rabiot da piccolo ha vissuto un forte trauma: il padre, Michael Provost, rimase paralizzato dopo un ictus e i genitori si separarono. Adrien, quindi, prese il cognome della madre. Sin da subito, forse per proteggerlo da una situazione molto complicata, Veronique decise di diventare la manager del figlio: nel 2007 lo portò al Manchester City, ma dopo pochi mesi i due tornarono in Francia perché, secondo lei, il club non aveva rispettato alcune promesse. Nel 2012, con Adrien diventato professionista nel Paris Saint-Germain, pretese di seguire la squadra in ritiro a Doha, con volo pagato dalla società: al rifiuto del Psg, scrisse una lettera dicendo che il figlio non sarebbe partito per il Qatar. Da lì cominciò un durissimo braccio di ferro tra le due parti, che di fatto non si sarebbe mai concluso. Nel 2013 Rabiot passò in prestito al Tolosa, a patto che Veronique potesse assistere a tutti gli allenamenti da bordo campo. Nel 2014 il trasferimento alla Roma sembrava fatto, ma poi saltò tutto. «L’accordo c’era, quindi, lei chiese di parlare con Rudi Garcia, il tecnico. Le urlai contro e me ne andai: se concedi a una madre il tu per tu con l’allenatore in un attimo te la ritrovi nello spogliatoio», fu la ricostruzione di Walter Sabatini, all’epoca direttore sportivo giallorosso. Poi, dopo il ritorno al Psg, le continue polemiche sul ruolo del figlio e sulle poche presenze («Mio figlio è ostaggio del club, presto vivrà in prigione a pane e acqua»), circostanze che costrinsero la società a metterlo fuori rosa dopo l’annuncio che non avrebbe rinnovato il contratto. Il giorno dell’arrivo alla Juve, poi, ha seguito il figlio passo dopo passo, senza lasciarlo mai un secondo. Cuore di mamma, forse troppo.

Mamme giallorosse

Ci sono poi mamme altrettanto premurose, ma meno inclini a entrare nella carriera dei figli. Di Francesca Costa si è incominciato a parlare quando Nicolò Zaniolo, suo primogenito, ha iniziato a fare magie con la maglia della Roma. Quando il ragazzo è passato in giallorosso lei lo ha seguito nella capitale, per accompagnarlo agli allenamenti e aiutarlo nella sua nuova vita. Non una cosa insolita, se pensiamo che all’inizio il calciatore non aveva la patente e, materialmente, avrebbe avuto difficoltà a spostarsi in altro modo. La mamma è diventata famosa in breve, e il suo profilo Instagram ora è seguito da più di 400 mila persone. Soprattutto in passato, aveva subito diverse critiche per aver rilasciato troppe interviste, “invadendo” così lo spazio del figlio. Rispetto a Veronique Rabiot, però, ha più volte dichiarato di non voler interferire con le scelte personali di Nicolò. Non fece altrettanto la signora Fiorella, la mamma di Francesco Totti: nel 1989 alla porta di casa si presentò il Milan, squadra dominante in Europa in quegli anni, per portare il futuro Pupone in rossonero. «No, grazie», furono le sue parole. Il figlio non si sarebbe mosso da lì, e quel rifiuto cambiò la storia del giocatore e della stessa Roma.

Affari di famiglia

Chi invece non ha svolto solamente il ruolo di madre, ma anche quello di contabile, è la signora Nathalie, madre di Christian Vieri. «Suo padre non era in grado di gestire i soldi di famiglia, così ho dovuto prendere in mano tutto io», disse in un’intervista. Compresi i guadagni di Bobo, ex attaccante di Inter, Juve e Lazio, che si è sempre definito un “mammone”. «Ogni tanto Christian mi chiama e mi dice: “Mi dai i soldi?” Io investo i suoi guadagni nel mattone, abbiamo case in Italia e Francia. Non credo invece nell’investire nei locali, come le discoteche, perché lì gira troppa roba». Idee molto chiare, come quelle di Fayza Lamari, mamma di Kylian Mbappé. Nel 2011, stanca di aspettare una risposta dal Chelsea, decise di rivolgersi altrove: «Non sapete cosa vi perdete, mio figlio varrà 50 milioni». Sbagliato, perché sei anni dopo il suo cartellino sarà valutato quasi 180 milioni dal Paris Saint-Germain. A volte si sbagliano anche le mamme