Mal di Tesla

Redazione
26/01/2022

Il 2022 potrebbe condurre Musk ad aumentare ulteriormente il proprio patrimonio. Merito delle stock options, pacchetti di azioni a prezzi convenienti concessi in base ai risultati del colosso dell'auto. Ma il titolo è in forte calo e gli investitori chiedono certezze.

Mal di Tesla

Nei primi venti giorni del 2022 i titoli Tesla hanno perso circa 30 miliardi di dollari. Il 12 per cento. Nonostante ciò Elon Musk ha buone ragioni per guardare al futuro con ottimismo. I prossimi dodici mesi, infatti, potrebbero, essere i più redditizi di sempre per quello che è già l’uomo più ricco del mondo. È quanto prevedono gli analisti, in base agli ottimi risultati che il colosso dell’auto elettrica dovrebbe centrare nei nell’immediato futuro. Musk ad oggi non riceve alcun compenso in denaro da Tesla, ma stock option sui titoli al raggiungimento di determinati obiettivi. È il frutto di un accordo stipulato nel 2018, che prevede la consegna di 101 milioni di azioni, al costo di 70,01 dollari ciascuna, suddivise in dodici tranche da 8,4 milioni ed erogate in base ai traguardi.

Perché il 2022 di Musk potrebbe essere particolarmente florido

Ne deriva che, avendo Tesla raggiunto due degli obiettivi prefissati nel 2019, altrettanti nel 2020 e tre nei primi nove mesi del 2021, Musk ha già intascato 59 milioni di quei titoli. A un prezzo più che conveniente, se si pensa che lunedì alla chiusura le azioni di Tesla valevano 930 dollari. A cifre simili ogni fetta sarebbe costata 7,3 miliardi. Gli altri pacchetti potrebbero inoltre sbloccarsi a breve. Alcuni già mercoledì, quando con la presentazione dei risultati del quarto trimestre del 2021 potrebbero scattare una, se non due, trance di pagamento. Ci sono poi nei libri contabili ulteriori opzioni per risultati da centrare entro il quarto trimestre del 2022.

Tesla, guadagni record e nuove incognite: il 2022 di Elon Musk
Una concessionaria Tesla (Getty)

Come se non bastasse, sugli attuali pacchetti Musk non dovrebbe pagare alcuna tassa, almeno per il prossimo lustro. E questo perché potrà prorogare il versamento fino alla data prevista per la scadenza della prelazione. Lo ha già fatto l’anno scorso quando esercitando il diritto su 22,9 milioni di azioni in scadenza ad agosto 2022, ha staccato una maxi fattura da 11 miliardi. Considerando che il limite per l’acquisizione a prezzi vantaggiosi degli altri titoli scadrà a gennaio 2028, verosimilmente Musk non pagherà prima del 2027.

Tesla, tra perdite in borsa e dubbi degli investitori

In mezzo a tante notizie positive, però, il magnate deve anche fare i conti con qualche problema. Le azioni di Tesla, di cui possiede 177,7 milioni di titoli più opzioni per ulteriori 59 milioni, non attraversano un periodo particolarmente florido. Gli investitori sono preoccupati e la Federal Reserve si sta muovendo per abbassare l’inflazione aumentando i tassi di interesse. Tesla dal canto suo vale più delle dieci case automobilistiche più importanti al mondo, ma nel concreto vende molto meno. È uno dei motivi per cui lunedì le azioni di Tesla erano scese fino al 10 per cento, per poi risalire insieme al resto del mercato e chiudere a un meno drammatico 1,5 per cento. Un gioco che è costato a Musk una perdita di patrimonio netto di 3,3 miliardi di dollari.

«Un episodio», secondo alcuni esperti, in linea con quanto accaduto già dodici mesi fa, quando l’anno poi si chiuse con un rialzo del 50 per cento. Lo stesso emerge da un sondaggio di Refinitiv: per 18 analisti, infatti, sarebbe il momento dell’acquisto, in dieci, al contrario, consigliano la vendita dei titoli. Intanto però, afferma alla Cnn Dan Ives, analista Wedbush Securities, «gli investitori chiederanno informazioni sull’aumento della produzione nei nuovi stabilimenti e sul lancio del Cybertruck, il camioncino, che dovrà concorrere con i tradizionali pickup». E qualcuno dovrà ascoltarli.