Corsa alla candidatura nel centrodestra: tutti i nomi in lizza

Stefano Iannaccone
12/08/2022

Il possibile ritorno della Brambilla. Le ipotesi Donazzan, Consolo e il contestato Rastrelli per Fdi. Matone e Chirico tra i jolly leghisti. Mazzetti, Tosi e Gallera per l'usato sicuro berlusconiano. Chi aspira a un posto in parlamento tra le fila della destra.

Corsa alla candidatura nel centrodestra: tutti i nomi in lizza

Il ritorno di Silvio Berlusconi è una finta sorpresa. La sua candidatura al Senato era data per scontata negli ambienti politici, così come circola con insistenza il suo desiderio di diventare presidente dell’assemblea di Palazzo Madama. Non potendo diventare la prima carica dello Stato, si accontenterà almeno della seconda. E pazienza se non potrà essere presente con costanza. Così la decisione del fondatore di Forza Italia apre ufficialmente le danze alla corsa alla candidatura. E per quasi tutti i partiti del centrodestra, escluso Fratelli d’Italia, c’è un macigno da rimuovere: garantire un posto agli uscenti o quantomeno una exit strategy dignitosa.

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Nelle ultime ore si è fatta avanti anche Michela Vittoria Brambilla, finora in Forza Italia, che vuole riportare in parlamento le battaglie animaliste sempre sotto le insegne della coalizione. Magari anche al di fuori del perimetro degli azzurri. C’è tuttavia la necessità di proporre qualche new entry, come quello della giornalista Maria Giovanna Maglie, molto gradita al leader della Lega, Matteo Salvini. Stesso discorso per l’ex magistrato Carlo Nordio, contesto tra i vari alleati. In caso di candidatura, però, la preferenza andrebbe a Giorgia Meloni, che lo ha sostenuto come candidato di bandiera per la presidenza della Repubblica. Magari con la promessa di ottenere la nomina a ministro della Giustizia. Altro nome conteso potrebbe essere l’infettivologo mediatico, Matteo Bassetti, che ambisce a un posto governativo, esattamente alla casella del ministero della Salute. Nel frattempo potrebbe accontentarsi di un posto a Montecitorio. Salvini ha sempre avuto parole al miele per le sue posizioni sulla pandemia, ma sono noti i buoni uffici pure con il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, parte della gamba centrista dell’alleanza di centrodestra. Eppure alla fine, Fdi potrebbe spuntarla grazie alla maggiore capacità di garantire un seggio.

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Michela Vittoria Brambilla e Silvio Berlusconi nel 2009. (Getty)

Fratelli d’Italia: De Priamo, Ciocchetti e Colosimo. Ma occhio al chiacchierato Rastrelli

Fratelli d’Italia è inoltre intenzionata a inserire tra i candidati alcuni fedelissimi per blindare i numeri in aula, al netto della riconferma praticamente in blocco degli uscenti, dal toscano Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, al friulano Walter Rizzetto, passando per il sardo Salvatore Deidda. Al Nord l’assessore della Regione Veneto, Elena Donazzan, è un’ipotesi che circola con insistenza. Viene dato per certo il ritorno dell’ex deputato di Alleanza nazionale, Giuseppe Consolo, che ha il proprio bacino elettorale a Roma. Sempre nel Lazio, roccaforte meloniana, sono in tanti ad ambire all’ingresso in parlamento. Andrea De Priamo, dopo l’esperienza da consigliere comunale al Campidoglio, è quotato per il salto alla Camera. E ancora: l’ex centrista Luciano Ciocchetti è in ascesa, così come la consigliera regionale Chiara Colosimo. In Campania Sergio Rastrelli, figlio d’arte (Antonio Rastrelli è stato leader locale del Movimento sociale italiano), che nel 2021 è stato nominato responsabile del partito nella città di Napoli. Di recente i detrattori hanno pubblicato dei manifesti in cui faceva il saluto romano, rivendicando il credo fascista. Insomma, non proprio tappeti rossi stesi per Rastrelli jr. Tra le new entry è in quota Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale, l’organizzazione giovanile del partito, per dare un segnale di ringiovanimento della classe dirigente.

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I manifesti col saluto romano di Sergio Rastrelli.

Nella Lega avanzano Simonetta Matone, Catello Maresca e Annalisa Chirico

La Lega deve assolvere alla missione di equilibrare i volti nuovi e le conferme: il ligure Edoardo Rixi può essere certo di un posto in lista, in virtù della lealtà totale al leader, insieme ai capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. Al di là della possibile corsa dei presidenti di Regione, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana, si vocifera della candidatura dell’assessore allo sviluppo economico in Veneto, Roberto Marcato, fautore della spinta autonomista, in quota Zaia. A Roma, un pallino di Salvini è Simonetta Matone, che avrebbe preferito anche nella corsa al Campidoglio al posto di Enrico Michetti. A Napoli, invece, è calda la pista dell’ex magistrato Catello Maresca, nonostante la pesante batosta alle ultime Comunali. Il jolly dalla società civile potrebbe essere Annalisa Chirico, giornalista di impronta garantista.

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Annalisa Chirico.

Per Forza Italia pochi posti e usato sicuro: Erica Mazzetti, Flavio Tosi, Giulio Gallera

Per Forza Italia la vera necessità è quella di spingere i parlamentari a non ricandidarsi, perché i posti buoni saranno molti di meno, per il combinato disposto del taglio dei parlamentari e della riduzione dei consensi rispetto alle elezioni del 2018. Molti hanno la certezza di un posto blindato, tra questi Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, sempre più volti del berlusconismo. In Toscana Erica Mazzetti, altra deputata uscente, ha buone chance di essere ricandidata. L’ex candidato sindaco a Verona, Flavio Tosi, è invece uno dei nomi nuovi per avere un posto in lista, mentre in Lombardia l’ex assessore della giunta Fontana, Giulio Gallera, è dato per candidato. All’insegna dell’usato sicuro. In linea con l’immagine berlusconiana.

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