Elezioni: new entry e possibili ritorni in lista

Stefano Iannaccone
29/07/2022

C'è chi si riaffaccia a Palazzo. E chi tenta di entrarci per la prima volta. Nelle liste in via di formazione potrebbero finire nomi noti come Civati, Cuperlo, Di Battista, Bonelli e il braccio destro di Letta Meloni. Senza contare il sempiterno B. Ma anche new entry come Zingaretti.

Elezioni: new entry e possibili ritorni in lista

Qualche new entry di peso e probabili ritorni, rimescolando un po’ le carte della politica. Ridando spazio a chi è stato fermo un giro, o comunque ha occupato altri ruoli. Il grande fermento per la formazione delle liste riporta al centro nomi noti, che hanno segnato la storia della politica recente. E che molto probabilmente potranno incidere sul futuro. Uno di questi è sicuramente Nicola Zingaretti che ha lanciato una sorta di auto-candidatura alle elezioni del 25 settembre. «Sono a disposizione del Pd», ha detto l’ex segretario del partito, aggiungendo che le dimissioni arriverebbero da presidente della Regione Lazio «solo dopo lʼelezione in Parlamento». Insomma, nell’attesa di capire l’evoluzione degli eventi, resta comodamente dov’è. Per Zingaretti sarebbe un esordio assoluto, alla Camera o al Senato: finora è stato europarlamentare, presidente della Provincia di Roma e due volte a capo della Regione Lazio, ma mai deputato né senatore. Sarebbe senza dubbio un esordiente di spicco.

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Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio (Getty Images).

Mai dire mai, l’editore Civati non esclude un ritorno

Chi ha invece già conosciuto Montecitorio è Pippo Civati, in odor di candidatura nelle fila del centrosinistra. Ha saltato l’ultimo giro di legislatura, a causa della mancata elezione con Leu (fu candidato nei collegi di Bergamo e Brescia, non proprio roccaforti della sinistra), e ha fondato People, la casa editrice che ha pubblicato, tra le varie cose, le vignette di Mauro Biani e i racconti dell’attore Andrea Pennacchi. In passato Civati non ha escluso l’ipotesi di ricandidarsi all’insegna del «mai dire mai», né d’altra parte ha cercato a tutti i costi uno strapuntino. Ma, in una recente intervista, ha lanciato un messaggio: «Se ci sono le condizioni di cui ho detto, la piccola comunità che ho fondato», ossia Possibile, «non può girarsi dall’altra parte». Secondo i rumors non è affatto intenzionato a farlo.

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Pippo Civati fondatore della casa editrice People (da Fb).

L’eventuale ricandidatura di Di Battista agita i pentastellati

La nuova legislatura potrebbe segnare pure il ritorno in Parlamento di Alessandro Di Battista. Il tribuno più amato dai grillini della prima ora è al lavoro, tra un reportage in Russia e una polemica con il mondo dell’informazione. E, nonostante l’agenda zeppa, non hai smentito l’ipotesi. «Mi prendo ancora del tempo per le mie battaglie fuori dalle istituzioni. Vedrò quando torno in Italia», ha fatto sapere. Giuseppe Conte sarebbe felice di dargli un posto nelle liste del Movimento 5 stelle. L’ex avvocato del popolo potrebbe contare su qualcuno che torna dopo i numerosi parlamentari che sono andati via. Decisamente meno entusiasti, però, sono tanti altri esponenti pentastellati, che non vedono proprio con simpatia Dibba. Basta leggere le interviste che si sono susseguite.

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Alessandro Di Battista in Russia (da Fb).

Bonelli cerca un seggio grazie all’alleanza con Fratoianni

Chi ambisce al rientro nei Palazzi è un’altra vecchia conoscenza della politica italiana, Angelo Bonelli. Il leader dei Verdi ha vissuto finora una sola esperienza a Montecitorio, peraltro molto breve, dal 2006 al 2008, quando è stato il capogruppo del Sole che ride. Da allora ci ha provato a ogni tornata elettorale: prima con la Sinistra arcobaleno (2008), poi con Rivoluzione civile (2013) e infine con la lista Insieme (2018), ma senza centrare l’obiettivo. Dopo oltre 15 anni potrebbe coronare il lungo inseguimento al seggio, grazie all’alleanza stipulata con Sinistra italiana di Nicola Fratoianni. I sondaggi alimentano più di qualche speranza.

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Il leader dei Verdi Angelo Bonelli (da Fb).

In casa Pd occhi puntati su Meloni e Cuperlo 

Chi è molto quotato per un rientro in Parlamento è poi Marco Meloni, braccio destro del segretario del Pd, Enrico Letta, che gli ha conferito il ruolo di coordinatore. Sarà proprio Meloni l’uomo di fiducia per la preparazione delle liste da contrapporre all’altra Meloni, Giorgia: il leader dem lo vorrà sicuramente all’interno delle Istituzioni, a presidiare uno delle due Camere nella prossima legislatura. Nel 2018, al termine della prima esperienza a Montecitorio, Meloni non è stato ricandidato da Renzi per l’eccessiva vicinanza a Letta. E l’ex parlamentare sardo ha accettato con nonchalance senza mai voltare le spalle all’amico Enrico. Sempre in casa Pd, ci sono buone possibilità di rivedere Gianni Cuperlo in Transatlantico, che ha comunque frequentato molto spesso pur non essendo deputato in carica. Nel 2018 rifiutò di essere messo in lista a Sassuolo per non “rubare” il posto a qualche rappresentante del territorio. La scelta di ricandidarsi spetta a lui.

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Gianni Cuperlo con Andrea Orlando (da Fb).

Il Cav sogna di rimettere piede in Senato, da presidente

Ma il caso più clamoroso ha un nome e cognome molto noto alla storia politica, l’uomo degli eterni ritorni: Silvio Berlusconi. Dopo la decadenza, votata nel 2013 in applicazione della Legge Severino, sogna il grande riscatto: rimettere piede in Senato. Facendosi eleggere presidente. Anche se, viste le precarie condizioni di salute, difficilmente si farebbe vedere sullo scranno più alto di Palazzo Madama. Del resto il Cav ci ha abituato a un rapporto quantomeno personale con le Istituzioni repubblicane.

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Silvio Berlusconi con Ronn Moss (da Fb).