Chiamatemi dittatore

Redazione
21/09/2021

Così Nayib Bukele, presidente di El Salvador, si definisce su Twitter. Chi è l’uomo che ha reso il Paese centroamericano il primo ad adottare i bitcoin come valuta legale.

Chiamatemi dittatore

Il Presidente di El Salvador, Nayib Bukele, si è definito ufficialmente “dittatore” del Paese centroamericano. Lo ha fatto su Twitter, probabilmente il social che ama di più – e che usa anche con parecchia disinvoltura -, dove ha cambiato la sua bio da “Presidente” a “dittatore di El Salvador”. Questo, il 20 settembre. Il giorno dopo, una nuova modifica, meno radicale della precedente: “Il dittatore più cool del mondo mondiale”.

Il profilo Twitter di Nayib Bukele (da @nayibbukele)

Chi è Nayib Bukele, il “dittatore” di El Salvador

Figlio di un imam e imprenditore di origine palestinese, tra i primi ad attivarsi per costruire delle moschee in America Latina, si definisce «credente in Dio, più che in una religione». A 18 anni, grazie all’aiuto del padre, ha iniziato la carriera di imprenditore, lavorando soprattutto nel settore pubblicitario e guadagnandosi l’appellativo di «capitalista più popolare nella sinistra salvadoregna».

Nonostante il percorso politico di Bukele abbia poi preso una strada diversa, la sua militanza inizia nel Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (Fmnl), partito di sinistra di cui la sua azienda pubblicitaria curava la comunicazione. Nel 2012, a soli 31 anni, è eletto sindaco di Nuevo Cuscatlan, una cittadina di meno di 7mila abitanti, e nel 2015 ricopre lo stesso ruolo a El Salvador, la capitale. Nel 2017 viene espulso dal Fmnl e si candida alle presidenziali con Grande Alleanza per l’Unità Nazionale (centrodestra), con cui vince al primo turno, diventando Presidente a soli 36 anni.

Nel corso del suo mandato ha già avuto modo di far parlare di sé: ha attaccato magistratura e stampa, ha fatto in modo che una legge venisse approvata mandando la polizia in Parlamento (una mossa commentata con preoccupazione da Human Rights Watch, che ha parlato di «pericolo autoritario») e, soprattutto, ha reso il suo Paese il primo al mondo ad adottare i bitcoin come valuta legale.