Alla carica

Matteo Innocenti
22/10/2021

A luglio 2021 le auto elettriche in Italia hanno raggiunto le 200 mila unità. Ben 21.500 i punti di ricarica. Incentivi, sfide e numeri della e-mobility.

Alla carica

Sostenibilità ambientale, riduzione dei costi di rifornimento, grande capacità di innovazione. Se il settore della e-mobility sta conquistando spazi di mercato e di utilizzo sempre più ampi, è principalmente grazie a questi tre motivi: gli italiani hanno imboccato con decisione la strada della mobilità green e non sembrano avere alcuna intenzione di tornare indietro, come dimostra il recente sorpasso (ad agosto) nelle immatricolazioni di vetture elettriche pure rispetto alle ibride plug-in. A dare la scossa al settore, anche la facilità di rifornimento in aree pubbliche, visto l’incremento di colonnine di ricarica sul territorio nazionale.

Oggi in Italia circolano 200 mila auto elettriche, il doppio del 2020

L’electric mobility fa riferimento a tutti i mezzi di trasporto, e infrastrutture collegate, che utilizzano l’energia elettrica quale fonte primaria per la movimentazione. Include dunque biciclette, bus e monopattini, che stanno diventando sempre più comuni nelle nostre strade, insieme alle già citate automobili. Oggi in Italia circolano 200 mila auto elettriche, il doppio di quelle che si contavano nel 2020, anno in cui ne erano state immatricolate 60 mila, +251 per cento rispetto al 2019. Numeri che testimoniano una crescita impressionante. Nel nostro Paese, i veicoli elettrici rappresentano oggi il 4,3 per cento delle immatricolazioni e nel 2030 potrebbero raggiungere quota 4 milioni, non la cifra auspicata dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (6 milioni), ma comunque ragguardevole. La crescita complessiva degli ultimi mesi è dovuta a tre fattori principali: incentivi all’acquisto, incremento dei modelli elettrificati offerti dalle case automobilistiche, potenziamento dell’infrastruttura di ricarica ad accesso pubblico.

Sul territorio nazionale sono presenti 21.500 punti di ricarica

Secondo l’ultimo Smart Mobility Report, a luglio 2021 in Italia erano presenti circa 21.500 punti di ricarica ad accesso pubblico (+34 per cento rispetto a un anno prima), concentrati soprattutto al Nord e collocati prevalentemente in ambito urbano (55-60 per cento), su strada o in parcheggi pubblici, nei pressi di punti di interesse come hotel, ristoranti, centri commerciali, con una forte richiesta di estenderli alle autostrade. Più che triplicati nel giro di un anno, a fine 2020 erano invece 24 mila i punti di ricarica privati, tra wallbox (75 per cento) e colonnine (25 per cento). E anche qui le previsioni parlano di grandi prospettive di crescita.

Le offerte e gli incentivi per la mobilità green

Gli attori non mancano, in un mercato in forte ascesa come quello della e-mobility. In particolare nel settore “ricarica”. E.ON propone le soluzioni DriveSmart, pensata per business e condomini, e SuperBonus (ci torneremo dopo), per chi vuole avere una stazione di ricarica casalinga. Per le abitazioni private, Eni offre il wallbox E-Start e, per la ricarica sul territorio, la app Be Charge, che permette di “fare il pieno” grazie a 3 mila colonnine su strada. E poi c’è il servizio di Acea Energia e-mobility, che consente di ricaricare il veicolo elettrico e plug-in in diverse colonnine, di tipo stradale, a muro o fast sulle autostrade, con modelli che variano in base alla potenza e all’utilizzo. Diecimila in tutto i punti ricarica abilitati, facilmente utilizzabili e prenotabili tramite app o card, con assistenza 24/7: fino al 31 dicembre, per tutti coloro che scaricano l’app la prenotazione è gratuita. Anche Acea propone poi la sua wallbox, con la quale ricaricare l’auto elettrica direttamente da casa, in modo smart. A tal proposito, è bene ricordare che per colonnine e wallbox è possibile usufruire del Superbonus 110 per cento: la detrazione si può ottenere in abbinamento a un cosiddetto intervento trainante, che garantisca all’abitazione un deciso miglioramento energetico.