Draghi chiede ai ministeri di accelerare: 121 provvedimenti entro settembre

Annarita Faggioni
30/08/2022

Oltre a questi, ci saranno anche gli altri 122 di ottobre.

Draghi chiede ai ministeri di accelerare: 121 provvedimenti entro settembre

Draghi invita i ministeri a non perdere tempo in vista dei 121 provvedimenti che dovranno essere pronti per settembre e gli altri 122 previsti per ottobre. La sferzata non dipende tanto dall’ex Premier, quanto dal PNRR e dalle scadenze previste dal Piano. Infatti, se l’Italia dovesse venire meno agli impegni presi, potrebbero venire meno anche i miliardi di investimenti che l’Unione Europea ha previsto per il Bel Paese. Il compito spetta al governo uscente, perché suo è il dovere di gestire gli affari correnti in base alla Costituzione. Il problema non è tanto per i decreti nelle linee generali, quanto nei decreti attuativi, che servono a definire le operazioni a livello pratico.

Draghi, l’invito ai ministeri

Dall’inizio del Governo Draghi, secondo le fonti dei ministeri, sarebbero stati smaltiti – cioè adottati e abrogati – 1.260 provvedimenti. Di questi, 679 sarebbero stati un’eredità dei governi Conte. In tutto, quindi, sarebbero 243 i provvedimenti rimasti da smaltire. Draghi avrebbe tempo fino alla prima seduta del nuovo governo, quindi poco dopo il 25 settembre. Infatti, in quella data ci saranno le votazioni. Poi, sarà necessario fare tutte le verifiche di spoglio. Infine, si dovranno riunire i partiti per le coalizioni e solo dopo potrà entrare in carica il nuovo governo. Tutto tempo di cui Draghi può legittimamente avere a sua disposizione per gestire gli affari correnti e i decreti che mancano.

Draghi chiede ai ministeri di accelerare sulla tabella di marcia. Stando ai calcoli, sarebbero 121 i provvedimenti da approvare.
Mario Draghi

In una riunione a Palazzo Chigi Draghi e il sottosegretario Garofoli hanno fatto il punto con i capi di gabinetto dei singoli ministeri. «È difficile pensare di arrivare all’azzeramento dello stock, obiettivo a cui potranno pervenire le Amministrazioni con stock numericamente più esigui ma è importante cercare di ridurre al minimo sia l’arretrato (in particolar modo della XVIII legislatura) sia soprattutto i provvedimenti del governo in carica, all’attuazione dei quali (a partire dalla legge di bilancio) si chiede di dare una specifica priorità nei prossimi due mesi. Per questa ragione l’Ufficio del programma di governo ha elaborato dei target molto ambiziosi che portino ad una drastica riduzione dello stock della XVIII legislatura con un target complessivo di 121 provvedimenti a settembre e 122 provvedimenti ad ottobre» spiegano da Palazzo Chigi in una nota.

Il commento di Palazzo Chigi

«Per ogni Amministrazione sono stati elaborati dei target quantitativi, ma anche specifici con l’indicazione dei provvedimenti, avendo già provveduto ad escludere i decreti presenti nello stock con un termine di scadenza ai sensi di legge fissato per fine 2022 o addirittura per il 2023 oppure caratterizzati da un iter di adozione troppo lungo per essere perfezionato in due mesi ovvero ancora provvedimenti rispetto ai quali la singola amministrazione ha rappresentato la sussistenza di gravi problematicità attuative. Lo sforzo eccezionale è richiesto sicuramente alle Amministrazioni titolari del provvedimento, ma anche a tutte le altre nella funzione di concertanti» conclude la nota.

Draghi chiede ai ministeri di accelerare sulla tabella di marcia. Stando ai calcoli, sarebbero 121 i provvedimenti da approvare.
Mario Draghi

Per i dipendenti dei ministeri, la corsa si concluderà con l’arrivo del nuovo Esecutivo, dopo le elezioni del 25 settembre.