Doppio mandato, nessuna deroga alla regola: vince la linea di Grillo

Debora Faravelli
29/07/2022

Il M5S ha deciso di non concedere alcuna deroga alla regola del doppio mandato: i veterani non potranno ricandidarsi alle politiche.

Doppio mandato, nessuna deroga alla regola: vince la linea di Grillo

Come chiesto dal cofondatore Beppe Grillo, il Movimento Cinque Stelle ha stabilito che non ci sarà alcuna deroga alla regola del doppio mandato: chi è già stato eletto due volte in Parlamento non potrà dunque ricandidarsi alle prossime elezioni politiche del 25 settembre 2022.

Nessuna deroga al doppio mandato

Il leader Giuseppe Conte ha già comunicato la decisione ai veterani pentastellati ribadendo che su questo argomento “Grillo è stato irremovibile“. Se l’ex premier aveva infatti mostrato segnali di apertura ammettendo che “la regola non è un diktat, il comico avrebbe addirittura minacciato di lasciare la forza politica qualora fosse stata concessa una deroga sul tema.

Ciò vuol dire che non ci sarà spazio, sulle schede elettorali, per nomi di esponenti storici del Movimento come Roberto Fico, Paola Taverna, Vito Crimi, Fabiana Dadone, Danilo Toninelli e Alfonso Bonafede, artefice dell’approdo dello stesso Conte nel M5S. Costoro non potranno infatti ricandidarsi e dovranno reinventarsi fuori dai palazzi, dato che sono entrati in Parlamento nel 2013 e sono stati riconfermati nel 2018. Per salvarli Conte aveva lavorato per giorni ad una proposta alternativa, a minideroghe o alla possibilità di candidarsi per altre istituzioni. Ma Grillo non si è lasciato smuovere.

Le reazioni dei deputati M5S

In attesa della nota ufficiale, sono già arrivate le prime reazioni da parte di esponenti pentastellati. Roberta Lombardi, assessore alla Transizione ecologica in Regione Lazio ed ex deputata, ha affermato che “la buona politica è servizio civile, non ricerca continuativa del consenso” e che “le competenze acquisite vanno salvaguardate e troveremo il modo“.

Carlo Sibilia, sottosegretario all’Interno e deputato al secondo mandato, ha così commentato la mancata deroga: “Una scelta in coerenza con le regole del Movimento 5 Stelle. Mi auguro con tutto il cuore che sarà la scelta giusta per il campo giusto. Se la mia comunità lo vorrà, sarò a disposizione“. Stessa posizione quella espressa da Giuseppe Brescia, presidente della Commissione affari costituzionali anch’egli a fine corsa: “Continueremo ad essere vicini al Movimento e a dare il nostro contributo. Lo faremo fuori dalle istituzioni, per quello che potremo. Se speravamo in una deroga? No“.