Delitto di Cogne, morta l’ex procuratrice: «Sempre convinta che la Franzoni era colpevole»

Annarita Faggioni
04/11/2022

Il caso risale a 20 anni fa.

Delitto di Cogne, morta l’ex procuratrice: «Sempre convinta che la Franzoni era colpevole»

«Sono e resto convinta che Anna Maria Franzoni sia colpevole. Non perché è stata condannata in tutti i gradi di giudizio, ma perché c’erano le prove» disse all’Ansa mentre si occupava del delitto di Cogne Maria Del Savio Bonaudo. L’ex procuratrice è morta all’età di 76 anni questa mattina, 4 novembre.

Delitto di Cogne, ex procuratrice morta convinta su Annamaria Franzoni

Nel 2002 alla donna fu affidato il caso della morte del piccolo Samuele Lorenzi. In quegli anni l’opinione pubblica era spaccata tra innocentisti e colpevolisti sulla mamma, Anna Maria Franzoni. Maria, dopo questo lavoro in procura, cambiò strada lavorativa e scelse di fare l’avvocato. «In quei giorni non ho mai detto che era stata la mamma ad uccidere Samuele. Abbiamo fatto tutte le indagini possibili, abbiamo sentito e monitorato tutti i possibili sospetti indicati dalla famiglia. Poi i tecnici del Ris hanno rilevato il sangue sulle ciabatte, quelle che lei indossava prima di uscire di casa mentre dopo calzava gli stivaletti, ed è stato trovato il pigiama sotto le lenzuola. Insomma, si è chiarito che non poteva che essere stata lei. Avevamo le prove, sono state raccolte bene» spiegò nel 2008.

Delitto di Cogne, muore l'ex procuratrice che si occupò della vicenda. La donna si è sempre dichiarata convinta sulla Franzoni.
Anna Maria Franzoni

L’ex procuratrice aveva raccontato così i primi momenti della vicenda. «Di quel giorno ho pochi ricordi, la dottoressa Cugge non riusciva a mettersi in contatto telefonico. È riuscita a parlare con la segretaria e le ha detto di avvisarmi, ma lei si è dimenticata. Così ho avuto la notizia solo alla sera. Sono caduta dalle nuvole. La dottoressa Satragni sosteneva che al bambino era esplosa la testa mentre i medici dell’ospedale dicevano che era un atto violento. Bisognava aspettare l’autopsia. Le famiglie di Cogne si sono allarmate, pensavano ci fosse in giro per il paese un ‘mostro’. Sono andata in tv per tranquillizzare la popolazione» aveva detto poi la Bonaudo.

Cosa aveva detto

«All’inizio non ho mai detto che era stata la mamma. Abbiamo fatto tutte le indagini possibili, abbiamo sentito e monitorato tutti i possibili ‘sospetti’ indicati dalla famiglia. Poi i Ris hanno rilevato il sangue sulle ciabatte ed è stato trovato il pigiama sotto le lenzuola. Insomma si è chiarito che non poteva che essere stata la madre. Avevamo le prove, sono state raccolte bene. Rispetto ad altre inchieste simili questa non è stato possibile scalfirla. Questa vicenda è diventata complessa per una serie di motivi, dall’interesse mediatico alla commozione che ha destato nei cittadini. Tutti ci chiedevano una risposta veloce ma per dare una risposta ci voleva il tempo di fare le indagini» aveva spiegato in seguito.

Delitto di Cogne, muore l'ex procuratrice che si occupò della vicenda. La donna si è sempre dichiarata convinta sulla Franzoni.
Anna Maria Franzoni

»Quello che mi ha fatto più male è stata la pubblicazione su alcuni quotidiani della notizia che l’assassino indossava il pigiama. Noi lo sapevamo perché ci era stato anticipato ma non potevamo chiedere una misura cautelare sulla base di informazioni orali, avevamo bisogno di una relazione scritta. La gente si chiedeva come mai non l’arrestavamo. È stato un momento difficile. Anche per l’immagine di inefficienza o incapacità che potevamo dare. Non sapevo chi avesse fatto trapelare la notizia, l’ho scoperto anni dopo: era stato un mio sostituto procuratore, forse deluso perché non gli avevo affidato il caso, e questo mi ha fatto ancora più male» aveva poi concluso la procuratrice.