Il corto circuito della polemica tra De Gregorio e l’alberghiero d Massa Lubrense

Paolo Landi
24/07/2022

La dittatura del politicamente corretto travisa la polemica tra Concita De Gregorio e la preside dell'Alberghiero di Massa Lubrense. I social la amplificano. Ma quello della giornalista è stata un'uscita provocatoria che fa riflettere sul rapporto tra linguaggio e contesto.

Il corto circuito della polemica tra De Gregorio e l’alberghiero d Massa Lubrense

Lo strano caso di Concita De Gregorio e dell’Istituto Alberghiero di Massa Lubrense dice molte cose sul paradosso del politicamente corretto, che fa sembrare di destra una cosa di sinistra, che scombina le regole e inaugura la fiera delle banalità bi-partisan. Come ormai tutti sanno De Gregorio se ne è uscita con questa frase: “Draghi sembrava (nel suo discorso al Senato n.d.r.) un professore di Harvard mandato a fare il supplente all’Istituto Alberghiero di Massa Lubrense”. Un tempo l’avrebbe potuta pronunciare senza nessuna conseguenza, diciamo in un’epoca pre-social, quando eravamo abituati a dialogare con più di 280 caratteri, quando – se non ci si capiva – si cercava di spiegarsi, sforzandosi di chiarire a noi stessi per primi e quindi agli altri, cosa volevamo dire.

Il fraintendimento e le regole dei social

Ma ora è diventato impossibile: le regole cui ci dobbiamo adeguare richiedono sforzi mostruosi di sintesi, col rischio evidente di essere fraintesi. Il fraintendimento, alla Berlusconi, per intendersi, quando diceva una cosa e il giorno dopo la smentiva, o alla Luigi Di Maio, si potrebbe dire aggiornando oggi l’attitudine al ripensamento improvviso di molti politici, è ormai la norma. Perciò ha fatto subito scalpore uno come Mario Draghi, che non ha mai rinnegato di essere un banchiere per ingraziarsi il popolo, cercando di spiegargli invece che se l’Italia voleva utilizzare al meglio uno come lui, era proprio chiedendogli di fare con coerenza quello che sapeva fare, e i mesi in cui ha governato sono stati un raro esempio di equilibrio e di pragmatismo: purtroppo il qualunquismo che ha attecchito in questi ultimi anni ha contagiato anche la sinistra, che vediamo, per tornare all’origine del nostro discorso, schierata in prima linea contro Concita, come se avesse, citando Massa Lubrense e facendo quindi scoprire questo luogo peraltro incantevole e proiettandolo al top nei trend social (cosa di cui almeno il Sindaco dovrebbe esserle grato), interrotto l’emozione della retorica populista. Se avesse detto: “Draghi sembra un professore dell’Istituto Alberghiero di Massa Lubrense mandato a fare il supplente a Harvard” nessuno si sarebbe offeso. Non il corpo docente di Harvard (gli americani si sa, hanno un complesso d’inferiorità nei confronti dell’Europa, e non farebbero una piega per un professore che arriva a fare lezione da un’oscura provincia campana, se è bravo). Non gli studenti internazionali di quella prestigiosa università, abituati a confrontarsi con il meglio del pensiero, da qualunque posto del mondo provenga, di qualunque etnia sia chi lo esprime, donna o uomo, giovane o vecchio. Non la Preside di quella scuola in provincia di Napoli (che invece si è offesa moltissimo perché la frase era all’incontrario). Proprio lei l’ha presa male, drammatizzando ulteriormente la metafora: “Noi lavoriamo, ci facciamo in quattro per i nostri istituti e poi arriva la prima che capita e ci offende”.

Concita De Gregorio (Getty Images)

Quando la devi spiegare una barzelletta non fa più ridere

Nel migliore dei mondi possibili la professoressa Amalia Mascolo avrebbe risposto spiritosamente alla De Gregorio, chiedendole di metterla in contatto con qualcuno a Harvard, per cercare di rimediare un supplente che alzasse la media degli insegnamenti di tutti quei professori, lì all’Alberghiero. Perché non era la scuola di Massa Lubrense l’obiettivo: si parlava a nuora perché suocera intendesse. Nessun leghista, nessun grillino, nessuno di Forza Italia, né di Fratelli d’Italia (quelli che hanno impallinato Draghi) infatti si è offeso. La preside ha capito male, loro non hanno proprio capito nulla. E qui insorge il vulnus della comunicazione: quando la devi spiegare, una barzelletta non fa più ridere. È questo il vero problema dei radical chic: non di essere servi di Soros, come scrivono i quotidiani diretti da Feltri & C., ma di credere che tutti siano intelligenti come loro. Invece c’è ancora una massa enorme di persone che crede, per dire, che l’emigrazione, quel fenomeno addirittura raccontato nella Bibbia, che è sempre esistita e sempre esisterà, si ferma – come dicono Matteo Salvini e Giorgia Meloni – chiudendo il porto di un’altra cittadina molto bella, Mazara del Vallo. Un’altra massa enorme ha creduto a Di Maio quando si affacciò al Balcone di Piazza Venezia urlando che aveva abolito la povertà. A questo genere di personaggi – voleva dire Concita Di Gregorio – si rivolgeva Draghi nel suo discorso.

Mario Draghi al Senato (Getty Images)

Draghi parlava una lingua troppo aliena

Parlava una lingua troppo aliena per essere compresa dalla Taverna, così, tanto per fare un nome. Proprio come se si fosse ritrovato a dover sostituire la professoressa di Economia Domestica al professionale di Massa Lubrense: avrebbe dovuto adeguare il suo linguaggio, tutto qui. C’è ancora, in politica, chi crede nella capacità delle persone di capire, di discernere tra chi è animato da una spinta verso il bene comune e lo persegue con disinteresse e intelligenza, e chi non si lascia mancare nulla per raccattare qualche voto, dai rosari sventolati nei comizi al dio, patria e famiglia urlato davanti alle chiese e ai raduni di Vox, da chi ha alle spalle famiglie spesso poco tradizionali e in Dio crede solo se gli fa comodo. Fa perciò impressione che anche molti “di sinistra” se la siano presa con De Gregorio, andando a ingrossare le file di quelli con il comprendonio uguale a quello della Taverna.