Ddl concorrenza, cos’è: tutte le norme dai rifiuti alle colonne e-car

Annarita Faggioni
25/07/2022

Il Ddl concorrenza proroga diverse questioni, dalla situazione di taxi e NCC alle concessioni balneari: la votazione è prevista per il 25 luglio.

Ddl concorrenza, cos’è: tutte le norme dai rifiuti alle colonne e-car

Il Ddl Concorrenza 2022 è finalmente alle battute finali e lunedì 25 luglio il testo avrà la votazione della Camera. Le questioni sul tavolo sono tantissime, dalle rinnovabili alle concessioni balneari, dai rifiuti fino ai porti, al trasporto pubblico locale, all’Antitrust e alle colonnine e-car.

Cos’è il Ddl concorrenza

In tutto, il decreto è composto da 35 articoli che rientrano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il primo tema affrontato è quello dei rifiuti per le utenze non domestiche. Infatti, l’Arera avrà nuovi compiti in tal senso e il Codice dell’Ambiente subirà delle modifiche. Infatti, ci sarà un accordo di programma tra il Conai e i diversi enti coinvolti, come Anci, Upi e le istituzioni che si occupano della gestione. Per la questione rinnovabili, invece, ci sarà una procedura semplificata per l’autorizzazione. Il governo si dà tempo un anno con delega per poter raggiungere questo obiettivo. Sempre a tema rinnovabili, le Regioni hanno un anno per fissare i criteri per i concorsi pubblici per le centrali idroelettriche. I concessionari uscenti avranno un indennizzo.

Le gare per le concessioni balneari slitteranno al 31 dicembre 2024. Anche in questo caso, i concessionari uscenti avranno un indennizzo. Per i porti, resta la normativa che prevede una concessione per porto ma c’è una novità. Se si tratta di grandi porti o di hub, si potranno avere più concessioni per singolo concessionario. Il trasporto pubblico locale non avrà più bisogno del concorso pubblico. Per le forniture di gas, invece, c’è uno snellimento delle procedure. L’Antitrust avrà maggiori poteri per contrastare l’abuso di dipendenza economica dalle piattaforme online. Infine, c’è la questione delle colonnine e-car. Per la realizzazione, serviranno delle procedure trasparenti, a rotazione e premiando i progetti più innovativi.

La questione taxi e noleggio con conducente

Alla fine, la norma che prevedeva la liberalizzazione del mercato per taxi e servizi di noleggio con conducente è stata stralciata e la questione resterà com’è. La riforma del settore avrebbe dovuto aprire anche ai servizi delle multinazionali, alcune delle quali si usano anche in Italia. I sindacati dei tassisti avrebbero voluto anche che le multinazionali non lavorassero in Italia del tutto, ma non è stato possibile. Assoutenti, invece, ha dichiarato la sua contrarietà perché la nuova normativa avrebbe favorito maggior concorrenza nel mercato del trasporto pubblico non di linea.