Salvini e gli altri: chi sono i politici italiani colpiti da Daspo dall’Ucraina

Redazione
30/03/2022

Da Matteo Salvini al deputato leghista Edoardo Rixi, la lunga la lista di politici italiani sgraditi al governo di Kyiv. Nella maggior parte dei casi il provvedimento è stato erogato per le posizioni sulla Crimea.

Salvini e gli altri: chi sono i politici italiani colpiti da Daspo dall’Ucraina

Lo scoppio della guerra in Ucraina lo ha spinto a improvvisare una “missione di pace” in Polonia (culminata con la contestazione del sindaco di Przemysl), ma ora si scopre che c’è anche il leader della Lega tra i politici italiani non graditi dal governo di Kyiv. A rivelarlo, riporta Repubblica, fonti dell’ambasciata ucraina a Roma che confermano che a Matteo Salvini, negli scorsi anni, sia stato imposto un divieto temporaneo di ingresso nel Paese in guerra con la Russia da oltre un mese. Il motivo? Un video risalente al 2014 in cui il numero uno del Carroccio, dopo essersi recato in Crimea, definì «regolare e libero» il referendum per l’annessione della penisola a Mosca. «Qua – nel porto di Sebastopoli da dove registrò il video postato poi sui social – c’è una parte della flotta russa che difende i confini. E noi dedichiamo queste immagini a Renzi e ad Alfano, che invece usano le nostre navi per aiutare gli scafisti e agevolare l’invasione» aveva dichiarato in quell’occasione, riferendosi agli sbarchi di profughi africani nei porti italiani.

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Daspo dall’Ucraina, tutti i politici italiani coinvolti

Ma Salvini non è solo, anzi, si trova in buona compagnia di esponenti del centrodestra italiano, colpiti come lui da Daspo per le proprie posizioni espressamente pro Putin. La lista è lunga e comprende l’ex premier Silvio Berlusconi (nel 2015 l’Ucraina gli vietò l’ingresso per tre anni), deputati leghisti come Jari Colla, Manuel Vescovi, Edoardo Rixi (tutti e tre si recarono personalmente in Crimea tra il 2016 e il 2017) e Vito Comencini (che ha cercato di raggiungere il Donbass recentemente, a guerra già iniziata), ma anche Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale veneto. Per le sue visite in Crimea è stato colpito da Daspo anche Luis Durnwalder, ex presidente dell’Alto Adige.

Nella lunga lista di persone non gradite a Kiev c’è anche Gianluca Savoini, già noto alle cronache per il suo coinvolgimento in una serie di inchieste per una presunta trattativa commerciale tra aziende italiane e russe al fine di portare a finanziamenti illeciti alla Lega (lo scandalo del Metropol).

Da Matteo Salvini a Edoardo Rixi, è lunga la lista di politici italiani (del centrodestra) colpiti da Daspo dall'Ucraina.
Berlusconi e Putin in Crimea (Getty)

Infine, completano la lista tre esponenti leghisti dell’Associazione Veneto-Russia: Palmerino Zoccatelli, Maurizio Marrone e Stefano Valdegamberi. Tutti e tre promotori di uffici consolari (non riconosciuti a livello internazionale) delle repubbliche autonome di Lugansk e Donetsk.

Il leghista Rixi: «Daspo dall’Ucraina? Andai in Crimea per tutelare le imprese»

«Il Daspo di Kiev nei miei confronti? Penso che sia ancora lì, è una cosa che è arrivata alla regione Liguria, non certo a me in quanto leghista». Si è difeso così Edoardo Rixi dalle accuse arrivate dall’Ucraina. Aggiunendo: «Io mi sono mosso a tutela delle aziende da assessore regionale allo sviluppo economico, per dare una mano alle nostre imprese che operavano in quella zona». A proposito della visita in Crimea nel 2017, l’ha definita un viaggio istituzionale. «Al tempo c’era la necessità di dare sostegno alle tante realtà produttive della mia regione (la Liguria, ndr). Se mi manda il mio presidente, io ci vado».

Il deputato ha negato inoltre di essersi recato nella penisola contesa «per dare un riconoscimento alla Crimea russa», ha affermato di non voler «sindacare sul provvedimento ucraino» ma ha rimproverato la Farnesina di non essere intervenuta prima evitando il problema, «sarebbe stato meglio». E a proposito della questione Crimea, ha aggiunto: «Penso che debba decidere dove stare, magari con un nuovo referendum, questa volta gestito dalla comunità internazionale. Putin? Non l’ho mai visto in vita mia, ma penso che più i rapporti commerciali sono sviluppati e meno guerre ci sono».